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Il mito dello sviluppo infinito e la crisi del capitalismo in Occidente
Di eva zenith · creato il 16/02/2012 15:20 · ultima modifica 17/02/2012 01:37 · vista 1604 volte · ECONOMIA · INTERNAZIONALE


Dopo 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, cioè dal fallimento del comunismo, l'Occidente registra una crisi senza precedenti che è destinata ad essere permanente. Gli ultimi respiri di un modello culturale ed economico chiamato "capitalismo", sono gestiti in prima persona da quegli attori che fino a poco tempo fa si limitavano a finanziare e sostenere il ceto politico. Non possiamo stupirci se il capitalismo sotto shock viene controllato direttamente dai capitalisti: finanzieri, banchieri, imprenditori. Il capitalismo era fondato su un principio infondato: quello dello sviluppo infinito. Il benessere di uno Stato è determinato da un PIL che "deve" aumentare ogni anno. Tutti gli Stati d'Occidente sono in gara per un incremento annuale del PIL. Il mito dello sviluppo infinito è stupido come il mito della immortalità. Perchè dovrebbe esserci uno sviluppo economico illimitato? L'unico modo di garantire uno sviluppo infinito è quello di basarlo sullo sfruttamento infinito di certi ceti o di altri Paesi, ma questo non è storicamente possibile. L'impero romano si è sostenuto con i genocidi, la schiavitù e il colonialismo. L'impero capitalista si è sviluppato allo stesso modo all'inizio, poi con tecniche meno visibilmente violente: imperialismo, automazione, immigrazioni, globalizzazione. Per questo si è continuamente sviluppato nel corso di quasi tre secoli. Ora tutte queste strade sono a termine e la crisi strutturale è inevitabile. L'articolo contiene immagini che qui non possono essere postate. Quindi leggi tutto qui: http://www.psicopolis.com/senato/ArchSen23.htm



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