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Salute e sicurezza vs. libertà
Di eva zenith · creato il 14/11/2011 15:10 · vista 1650 volte · POLITICA · INTERNAZIONALE


Il motivo per cui l'Italia e l'Europa, ma forse l'intero Occidente, non usciranno dalla crisi per decenni non è finanziario, nè economico, nè politico ma psicologico. L'Occidente ha subìto dal dopoguerra una progressiva mutazione culturale: ha sostituito la sua tradizione di libertà con i nuovi valori della salute e della sicurezza. Dopo avere sconfitto i due totalitarismi del Novecento, ha ereditato il loro nucleo peculiare, cioè il concetto di Stato come fornitore di benessere fisico e di sicurezza garantita. I valori di libertà individuale, rischio, avventura, diversità, fantasia che hanno presieduto lo sviluppo della civiltà occidentale e in particolare la sua modernità, sono stati gradualmente sostituiti dai valori del controllo, della sicurezza, della iper-regolamentazione, dell'omologazione e del conformismo. Ormai non è più questione di buoni statisti, di destra, di centro o di sinistra, di cattolici o laici, di autonomisti o centralisti: i ceti politici sono lo specchio dei loro elettori. E' cambiata la mentalità dei popoli di Occidente, e nessuno potrà farla cambiare. Ecco la cultura che ci siamo dati e che ci conduce a un irreversibile declino: Si preferisce condannare un innocente che lasciare libero un colpevole. Si preferisce rinunciare ai meriti piuttosto che accettare le responsabilità per i demeriti. La salute e la vita sono considerate più importanti della vitalità. Tutto viene regolamentato, con costi altissimi per la maggioranza, per evitare che una minoranza trasgredisca. I giovani scelgono un posto di lavoro anche umiliante, purchè sicuro. Appena si profila un problema, la soluzione invocata è una nuova legge. Per la sicurezza, tutti accettano di essere osservati, spiati, intercettati, filmati, registrati. I condomini e i quartieri scelgono l'estetica dell'uniformità, invece dell'estetica della varietà. Meglio nessun lavoro e nessuna attività produttiva, che un lavoro o un'attività senza tutti i crismi legali. Meglio che i poveri vivano in macchina piuttosto che in baracche fuori norma. Le garanzie sono di gran lunga preferite alle opportunità. Se un settore della vita non è regolamentato, viene definito "selvaggio" non libero. I sindacati tutelano le uguaglianze, non le differenze. Il nuovo non è uno squarcio di futuro, ma una minaccia. La cultura viene considerata noiosa ed arrogante; l'ignoranza viene esaltata dai mass media. Alla possibile prepotenza dei genitori viene preferita la prepotenza dello Stato. Non esiste in pratica un'attività umana che non richieda (per la sicurezza) licenza, patente, nullaosta, attestato, diploma. Tutti difendono gli occupati, nessuno ha a cuore l'occupazione. Il futuro è uscito dallo sguardo e dalla mente, se non come possibile catastrofe. Il "politicamente corretto" (un misto di perbenismo, pietismo e moralismo) ha sostituito la spontaneità. La paura è il sentimento dominante.



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