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Immaterialesimo: un treno perso da 25 anni
Di eva zenith · creato il 04/06/2019 16:30 · vista 264 volte · ECONOMIA · LOMBARDIA


Fine e inizio di una nuova era
Nel 1989 Tim Berners-Lee del CERN sviluppa una nuova tecnica per distribuire dati su Internet., e la chiama World Wide Web. Il web si basa su ipertesti collegati da iperlinks. Arpanet, il padre di Internet usato dalle forse armate, viene chiuso.
Il 9 Novembre 1989 crolla il Muro di Berlino.
Il 1990 può essere definito come l'anno ufficiale di nascita dell'Evo Immateriale. Il crollo del muro di Berlino segna simbolicamente la fine di un'epoca basata sull'equilibrio delle industrie pesanti e delle bombe atomiche. La nascita del web inizia la corsa del predominio dell'immaterale sul materiale.
Nel 1991 l'Italia dovette anche confrontarsi con la prima "immigrazione di massa", dall'Albania (originata dal crollo del blocco comunista): l'inizio di una nuova schiavitù legalizzata.

Lo sviluppo economico fino alla fine degli anni Ottanta era basato sulla trasformazione di materiali. Il valore del prodotto era determinato soprattutto dal valore intrinseco dei materiali trasformati. L'industria manufatturiera era basata su un grande impiego di manodopera. Il sistema industriale, del commercio e del lavoro era locale o semi-locale, con tensioni planetarie limitate.
Negli anni Novanta si apre un'era basata sulla elaborazione e trasformazione di informazioni. Il valore del prodotto è molto superiore a quello del materiale che lo costituisce. In molti casi il materiale è a costo zero. Lo sviluppo dell'informatica ha il carattere di uno scarso impiego di manodopera. E l'automazione progressiva riduce sempre più il ricorso al lavoro umano. Il frenetico flusso migratorio unito allo sviluppo della Rete ha accelerato il fenomeno della globalizzazione ed ha inaugurato una forma moderna di schiavitù. Il sistema industriale, del commercio e del lavoro diventa sempre più planetario.

Il decennio cruciale
Il decennio dal 1991 al 2001 è stato cruciale per la persita del treno. Dieci governi in un decennio, formati da quasi tutte le forse politiche di destra, centro e sinistra, non hanno avuto il minimo senore dei cambiamenti planetari in corso. (vedi nota 1)

La politica industriale in Italia è sempre stata flebile, ma dopo il boom industriale è andata spegnendosi sui binari del maufatturiero e delle grandi imprese di trasformazione di beni materiali.. Molti hanno pensato che fosse indispensabile un Treno ad Alta Velocità, ma nessuno ha pensato alla necessità di una rete telematica al alta velocità. Tutti hanno creduto che fosse necessario sostenere la FIAT o l'ILVA. Nessuno ha posto l'attenzione alla necessità di riqualificare l'istruzione. Molti si sono concentrati sulla difesa dello Statuto dei Lavoratori, senza accorgersi che intanto il lavoro spariva. E' stata posta grande attenzione al "made in Italy", ma nessuna al "born in Italy" come Pompei o il Colosseo, le biblioteche e i musei, le coste e le spiagge, i fiumi e i siti archeologici (cioè abbiamo preferito la manifattura alla natura e alla cultura). Senza tenere conto che il "made in Italy" poteva essere messo sul mercato globale, diventando proprietà di capitali stranieri, come in effetti è stato e sta avvenendo. Mentre il "born in Italy" era ed è l'unica riccheza inalienabile del Paese. Tutti hanno favorito la cementificazione, e nessuno si è accorto che l'agricoltura pregiata e il territorio diventavano progressivamente irrilevanti.

Insomma abbiamo continuato a sostenere lo sviluppo materiale quando il pianeta stava entrando a vele spiegate nell'Evo Immateriale. Da 25 anni l'Immaterialesimo sta diventando il centro del pianeta, e l'Italia non se è ancora accorta. Il manufatturiero ed il lavoro manuale sono stati delocalizzati. La telematica ha reso superflue migliaia di vecchie mansioni. L'immigrazione selvaggia ha costituito un "esercito di riserva" di lavoro sottopagato. Il "made in Italy" è stato venduto ed intere filiere di produzione sono stati chiusi. Gli unici beni veramente e sicuramente nazionali (quelli naturali e culturali) cadono a pezzi, marciscono per allagamenti e frane, o muoiono per mancanza di finanziamenti.

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Nota 1:
47. Governo Andreotti (22.07.1989 - 29.03.1991)
48. Governo Andreotti (12.04.1991 - 24.04.1992)
49. Governo Amato (28.06.1992 - 22.04.1993)
50. Governo Ciampi (28.04.1993 - 16.04.1994)
51. Governo Berlusconi (10.05.1994 - 22.12.1994)
52. Governo Dini (17.01.1995 - 17.05.1996)
53. Governo Prodi (18.05.1996 - 9.10.1998)
54. Governo D'Alema (27.10.1998 - 18.12.1999)
55. Governo D'Alema (22.12.1999 - 19.4.2000)
56. Governo Amato (25.04.2000 - 11.06.2001)




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