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La società stupefacente: perchè il circo Barnum è morto?
Di eva zenith · creato il 07/10/2017 17:13 · vista 720 volte · WELFARE · LOMBARDIA



"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue. (Barnum citato in Curzio Maltese, "Come ti sei ridotto", Feltrinelli, Milano 2006)"

Dopo 146 anni di successi ha chiuso quest'anno il circo Barnum. Nel 1835 presentò una donna afro-americana, come la ex nutrice del presidente George Washington, ancora in buona forma nonostante i suoi 161 anni dichiarati. Tra le altre sue attrazioni, si ricordano lo scheletro di Cristoforo Colombo, il Gigante di Cardiff e la sirena della isole Figi. A questi si aggiungevano una decina di freaks (fenomeni da baraccone) come la donna barbuta, l'uomo con tre gambe, l'uomo-scimmia. Barnum ha inventato e diffuso lo spettacolo del meraviglioso, dello straodinario, del mostruoso. Non solo con artisti abili ma replicabili, Barnum ha stupito l'America con soggetti unici al mondo, non visibili in nessun altro posto. L'evasione offerta da Barnum era a poco prezzo e senza pericoli. L'uomo medio, anonimo membro di una folla solitaria trovava nel circo (e più tardi nel cinema) lo stupore, il magico, l'eccezionale evadendo, sia pure per poco, dall'ordinario e dal quotidiano.

"La società dello spettacolo", del filosofo francese Guy Debord (1967), ha segnalato per primo lo slittamento della società verso un mondo dominato dall'irruzione dello stupore nel quotidiano, in dosi sempre maggiori. Oggi, il circo Barnum non serve più perchè siamo immersi e sommersi dallo stupefacente che sbalordisce, eccita e stordisce, dall'eccezionale inimitabile, dall'esotico e vertiginoso.

Molti giovani viaggiano in estremo oriente o in australia, senza avere mai visto Firenze o Napoli. Si vestono con la divisa del capitalismo (jeans e t-shirt) ogni giorno, ma la sera si travestono per stupire e stupirsi nelle discoteche. Non mangiano più la zuppa di fagioli o la cotoletta, ma il sashimi o lo zighinì. Preferiscono chattare con un coetaneo californiano, che parlare con un compagno di classe. La ricerca dello straodinario e dello stupefacente è sempre più di massa.
L'alcol, le droghe, il gioco d'azzardo, l'iperconsumo di farmaci sono mezzi diffusissimi quanto dannosi di eccitazione, stordimento, evasione, stupore. Malgrado la loro notoria pericolosità l'imperativo dello "stupefacente" impedisce a molti di rinunciarvi.

La società stupefacente trova nella Rete un veicolo di facilissimo accesso. Sono migliaia i "nuovi circensi" che si esibiscono in azioni idiote, pericolose e dannose. Da quelli che si tatuano l'intero corpo e lo riempiono di piercing (nuovi freaks) a quelli che si fanno i selfie appesi a una gru a 100 mt. di altezza (nuovi acrobati). Da quelli che si gettano su un cactus spinoso a quelli che ingoiano etti di polvere di peperoncino (nuovi fachiri). Non contano i pericoli, i danni, la stupidità. La sola cosa che conta è eccitarsi ed eccitare, stupirsi e stupire. Gran parte della Rete è un nuovo circo Barnum, alla portata di chiunque.

Infine, ci sono l'enorme diffusione di attività sportive pericolose, e la spasmodica ricerca del primato. Fare qualcosa che fanno in pochi è il nuovo comandamento. Il calcetto, il bigliardino e la biciclettata sono attività ricreative troppo ordinarie. I veri membri della società stupefacente cercano le onde di 10 metri per fare surf; vanno in bike (non in bicicletta) sul ciglio dei burroni alpini; si lanciano dai dirupi col parapendìo; esplorano le grotte e gli abissi marini; fanno climbing (non arrampicate) sui costoni di montagna o sui palazzi; non corrono in monopattino, fanno evoluzioni acrobatiche con lo skate; le corsette nei giardinetti sono diventate maratone o corse da "runner" di almeno 25 chilometri; lo sci si pratica preferibilmente "fuori pista" e "sotto valanga". Non importa se si può morire in montagna, in fondo al mare o per aria, per mero divertimento. Quello che importa è eccitarsi con la vertigine e stupire chi guarda.
Superare i propri limiti è il mantra degli eroi della società stupefacente. Il Guiness dei primati è alto come la vecchia guida telefonica. Attraversare il deserto di Gobi, l'oceano Atlantico, il Polo Nord in solitaria; scalare tutte le vette del Nepal, senza respiratore; mangiare 80 hamburger in 15 minuti; vivere nella jungla nudi per due settimane; farsi ricoprire il corpo da 3.000 api, senza protezione; partecipare alle gare di sleddog (slitte trainate da cani) in Alaska; buttarsi da 3.000 metri con solo un costume alare.

L'ordinario sembra insopportabile, e lo stupore che si può provare nella normalità che ci circonda, si smarrisce. La vita non è se non è stupefacente. Il circo Barnum non poteva sopravvivere in una società stupefacente, dove il meraviglioso, il vertiginoso, lo straordinario, l'eccezionale, l'eccitante avvolgono il quotidiano, fino a prenderne gradualmente il posto.

Altri stimoli: http://www.psicopolis.com/asp/Forum_synap.asp?categoria=synap




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