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Illusioni compensatorie
Di eva zenith · creato il 23/08/2017 16:02 · ultima modifica 23/08/2017 16:03 · vista 723 volte · CONFLITTI · LOMBARDIA


La voce del mondo ogni giorno ti urla: "non sei nessuno, non conti niente, non vali niente, non esisti". Droghe, farmaci, violenza, alcol, gioco d'azzardo, social networks sono modi illusori di compensare il perpetuo azzeramento dell'individuo. C'è chi si droga per dimenticare che non è nessuno. Chi si stordisce di farmaci, come una stampella chimica per superare il senso del nulla. Chi pesta -o peggio- qualcun altro, per sentirsi qualcosa di più della vittima. Chi si ubriaca per volare in un limbo in cui tutti sono "nessuno". Chi gioca d'azzardo per fingere di essere un nessuno che controlla il destino. Infine, chi si tuffa in un social network per vivere in un mondo finto che sembra assopire la straziante voce interiore che ripete: "non sei nessuno, non conti niente, non vali niente, non esisti".

La cultura dominante dell'impero democratico si fonda sulla negazione della soggettività individuale. Solo chi ha un ego oceanico e un grande amore, può evitare le compensazioni illusorie e resta un autentico soggetto.

La ballata del signor nessuno

Tutto comincia alle elementari quando qualche amichetto o addirittura la maestra ti dicono di continuo, con le parole o con le mani, "tu non vali niente". L'amichetto che lo dice a te se lo è sentito dire per anni dalla famiglia. La maestra se lo sente dire ogni giorno dal Ministero, dal direttore didattico, dai colleghi o dai genitori.

"Tu non sei nessuno" è quello che ti dicono alle scuole superiori i compagni sbruffoni, che sanno da tempo di "non essere nessuno"; e i professori frustrati che se lo sentono dire ogni giorno dalle loro famiglie e da quelle degli allievi, dal preside e dal Ministero.

Arrivato alla soglia del lavoro non importa quanto hai studiato e imparato: tutti ti dicono "non hai alcun valore", "non ci servi". A sua volta il selezionatore si sente dire quotidianamente che "non conta", perchè valgono solo le raccomandazioni.

Poi arriva la famiglia. Se sei madre "non esisti" se non come cuoca, lavatrice, e donna delle pulizie. Se sei padre e marito "non servi", se non come bancomat. Se sei figlio "non conti niente" fino alla maggiore età, quando a dirti che non "sei nessuno" ci pensano l'università e il mondo del lavoro.

Se sei un cittadino adulto a dirti che "non conti nulla" ci pensano le grandi corporazioni aziendali, gli uffici pubblici, gli ospedali, i prodotti che consumi. Mega strutture fatte da uomini che da sempre hanno sentito di " non essere nessuno" e "non contare nulla" da parte dei loro capi, della legislazione, delle loro famiglie.

Se il messaggio non ti fosse chiaro, a ribadire che "non esisti" ci pensano i referendum e le elezioni, dove se voti o non voti non conti nulla.

Quando finalmente arrivi alla terza età, ci pensano i figli a dirti che sei inutile e pesante come un fardello di nessun valore. Nessuno ti parla. Puoi dire la tua, ma nessuno ti ascolta.

Se alla fine della vita, ti ammali gravemente, sono i medici a dirti che "non conti nulla" e sono loro a decidere per te.

http://www.psicopolis.com/akkademia/AkkArchB/estate17.htm




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