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Oltre la crisi dell'attuale UE, per un'altra Europa unita migliore e diversa
Di Salvatore Santoru · creato il 30/03/2014 04:25 · ultima modifica 14/06/2019 14:12 · vista 1386 volte · ECONOMIA · INTERNAZIONALE


Da un pò di tempo l'euro e l'UE sono diventati l’argomento di tema economico e (geo)politico principale trattato nei talk show politici e non .

Sostanzialmente ci sono due teorie egemoni sul tema .

Da una parte i sostenitori diciamo 'acritici' delle attuali politiche dell'UE, che affermano che le cntraddizioni e i problemi derivanti dalle attuali politiche dell'UE siano risolvibili solo aumentando i poteri della BCE e /oprocedendo verso l'edificazione del super stato europeo .

Essi affermano che le attuali politiche di austerity , insieme anche agli ” effetti collaterali ” di esse, siano necessarie e auspicabili per il futuro.

Dall’altra, i critici dell'attuale UE ostengono che con la moneta unica l’Italia e gli altri paesi del Sud Europa ( i cosiddetti ” PIGS ” ) avrebbero solo da perderci a scapito delle nazioni economicamente più forti ( Germania e Francia su tutte ) e propongono un ritorno alle monete nazionali .

Inoltre molti di essi sostengono anche l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea , mentre altri affermano che essa deve rimanere nell’ Ue ma riacquistare la sovranità monetaria ceduta alla BCE .

Un tema su cui viene posta molta enfasi da entrambi i contendenti , è la situazione economica italiana prima dell’introduzione , nel 2002 , della moneta unica .

Secondo i sostenitori di essa , questo sarebbe stato un periodo caratterizzato dall’eccessiva spesa pubblica ( e corruzione della classe politica) che avrebbe aumentato a dismisura il debito mentre secondo i critici ciò sarebbe stato un periodo che ,pur con tutti i problemi e la forte corruzione, avrebbe garantito un adeguato benessere economico generale venuto meno con l’avvento dell’ euro .

Detta semplicemente , per i sostenitori delle attuali politiche dell'UE il problema principale è il debito pubblico che deve essere ripagato al più presto e la causa principale del suo aumento va addebita alla classe politica degli anni ottanta che spendendo oltre il dovuto ha avviato un sistema in cui si è vissuti ” al di sopra delle proprie possibilità ” , e per questo ora sono necessarie e urgenti delle politiche di ” lacrime e sangue ” per continuare a seguire il trend europeo e per poi nuovamente tornare a crescere .

Per i critici, invece il problema dell’attuale situazione italiana va ricercato principalmente nell’ introduzione dello stesso euro, la cui tenuta imporebbe forti politiche impopolari come i massicci tagli alla spesa sociale e la svendita di innumerevoli patrimoni pubblici , mentre il debito pubblico è una questione secondaria se non irrilevante e la vera priorità sarebbe quella della riappropriazione della sovranità monetaria, con il ritorno alla lira o la creazione di una nuova moneta nazionale .

Al di là di tutta la diatriba economica , penso che sull’euro e l’Unione Europea bisogna fare anche un ragionamento un pò più generale , che tenga conto anche di questioni di carattere più specificamente politico e sociale .

Il problema non è tanto la moneta unica in sè e tantomeno l'UE, ma la cattiva gestione che è stata fatta dell'euro e che è coerente con alcuni 'deficit democratici' presenti nella stessa struttura dell'UE.

Infatti, tanto per fare un esempio, chi prende le decisioni veramente importanti in ambito europeo sono pochi rappresentanti della Commissione Europea e il parlamento ( l’unico organo eletto democraticamente nell’UE ) ha sempicemente il compito di ratificare le decisioni .

Il procedere senza se e senza ma verso la costruzione del super stato europeo stante l'attuale struttura dell'UE, come vorrebbero i suoi sostenitori , potrebbe essere anche disastroso.

Difatti, a parte chi ci guadagnerebbe da ciò, come le banche o certe le grandi multinazionali/lobby e politici devoti ad esse , il resto della popolazione continuerebbe ad essere sottoposto alle politiche di ” lacrime e sangue ” , imposte per volere delle organizzazioni sovranazionali che formano la cosiddetta ” troika ” : Commisione Europea , BCE e Fondo Monetario Internazionale .

Anzi, la situazione potrebbe essere ancora più dura .

Difatti  per raggiungere il pareggio di bilancio introdotto costituzionalmente nel 2012 , si dovranno attuare le ” riforme necessarie ” di cui tanto parlano i politici un giorno sì e l’altro pure , ovvero politiche estremamente impopolari che porteranno a una fortissima diminuzione , se non al vero e proprio smantellamento , dello stato sociale insieme a una svendita a prezzi stracciati di ciò che rimane del patrimonio pubblico , e come conseguenza un graduale impoverimento di massa che interesserà sopratutto la classe media e quella lavoratrice  nonchè i meno abbienti .

Come soluzione a questa situazione ci sono tante proposte : si va da chi sostiene che bisogna negoziare in ambito europeo e mettere in discussione il pareggio di bilancio e il recente ” trattato sulla stabilità ” ( fiscal compact ) , a chi richiede direttamente l’uscita dall’eurozona o dalla stessa UE .

Al di là di tali divergenze, ciò che è chiaro è che questa Unione Europea, così com’è , è al giorno d'oggi ben poco riformabile e urge un serio cambio di paradigma.

Una soluzione possibile a tali criticità potrebbe essere , non tanto tornare , sic et simpliciter , ai vecchi stati/nazione ma semmai abbandonare , prima che sia troppo tardi , l'attuale trend ormai in disuso e porre le basi per un’altra Europa unita che vada al di là di questo modello che ci è stato propinato come l’unico possibile .

Difatti bisogna prendere atto del fallimento di questo modello e puntare al cambiamento .

Un cambiamento a 360 gradi che lasci alle spalle l’obsoleto sistema su cui si fonda l’attuale Ue , incentrata sul "cinismo tecnocratico" , e che serva da base per la creazione di un’altra Europa , fondata sull’autonomia e l’autodeterminazione di individui e comunità e non sulla "forzata centralizzazione".

Un’Europa unita diversa e migliore, basata sulla valorizzazione delle tante diversità ( a partire da quelle culturali ) che la compongono e non sull’ omogeneizzazione di esse nel nome del profitto e/o degli standard burocratici, un’ Europa basata sulla libertà e la solidarietà , e non sul dominio autoritario e oligarchico che troppo spesso si sta vedendo nell'attuale UE guidata dai 'poteri forti'.


http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/03/oltre-leuro-e-lunione-europea-per.html




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