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A PROPOSITO DI "MISSIONE DI PACE" IN AFGHANISTAN
Di informazione · creato il 27/11/2014 18:16 · vista 1971 volte · ALTRO · ITALIA


La missione ISAF (International Security Assistance Force) è stata costituita a seguito della risoluzione ONU n. 1386 del 20 dicembre 2001 per l'area di Kabul.
Successivamente la risoluzione ONU n. 1510 del 2003, ha autorizzato l'espansione delle attività della missione anche al di fuori dell'area di Kabul.
Attualmente ISAF ha il compito di condurre operazioni militari in Afghanistan secondo il mandato ricevuto, in cooperazione e coordinazione con le Forze di Sicurezza afgane ed in coordinamento con le Forze della Coalizione. L’Italia, che partecipa alla missione dal gennaio 2002, è stata inizialmente impegnata a Kabul. Dal giugno 2005 ha assunto il comando della regione di Herat (a ovest del Paese), che comprende le province di Badghis, Ghowr e Farah, oltre a quella omonima di Herat. Il contingente italiano è costituito da personale delle Forze armate, della Marina Militare, dell'Aeronautica Militare, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza. Durante la "missione di pace" hanno perso la vita 52 soldati italiani, di cui 31 in seguito ad attentati o conflitti armati. Nel Vertice NATO di Lisbona del 19 e 20 novembre 2010, si è deciso il ritiro delle truppe entro il 2014, quando le forze afghane avranno verosimilmente assunto il totale controllo della sicurezza sul territorio. Rientreranno oltreoceano 38.000 soldati statunitensi, portandosi via 24.000 macchine da guerra e 20.000 container. Spesa prevista dai 5 ai 7 miliardi di dollari. Non poco, sebbene di parecchio inferiore ai 15, e in qualche periodo 36 miliardi di dollari, impegnati in un anno di permanenza. Gli alleati inglesi riporteranno a casa 5.200 militari, 5.000 container, oltre 3.000 veicoli, 50 aerei ed elicotteri da combattimento per un costo di circa 400 milioni di dollari. Le basi aere americane continueranno a essere operative per gli attacchi convenzionali coi Falcon e i Raptor, più le già diffusamente avviate azioni coi droni. Per quanto tempo? Almeno dieci anni, fino al 2024. Entro la fine del 2014 anche gli ultimi militari italiani dovrebbero tornare a casa. Li’mpegno degli italiani continuerà comunque fino al 2016, ma non sarà più "combat". Ma quanto è costata al nostro paese questa "missione di pace"? Secondo dati del 2012, quasi 748 milioni di euro per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni ISAF ed EUPOL fino al 2013 (ovviamente sono dati parziali visto che ad oggi continuano ad essere investiti soldi pubblici), con il compito di fornire assistenza e formazione alla Polizia afghana.

Ai 748 milioni circa vanno aggiunti:
3 milioni circa per le attività della Guardia di Finanza;
3 milioni e mezzo per la partecipazione finanziaria al Fondo fiduciario della NATO per il sostegno all’esercito nazionale afghano e al fondo del Nato-Russia Council, che finanzia il settore dell’elicotteristica;
quasi 22 milioni per il personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein, Qatar e a Tampa (Florida) per esigenze connesse con le missioni in Afghanistan.

Un soldato in missione in Afghanistan guadagna da 130 euro a 170 al giorno, per un minimo di 4000 euro al mese per sei mesi di missione più lo stipendio che avrebbe preso comunque per quei mesi.

L'Italia che ripudia la guerra.

A VOI ULTERIORI CONSIDERAZIONI

Fonti:
http://enricocampofreda.blogspot.it/
http://www.camera.it/leg17/1050?appro=769&La+missione+ISAF+in+Afghanistan
http://www.sbilanciamoci.org/wp-content/uploads/2012/06/economia_a_mano_armata_web.pdf


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