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2 - CONFERENZA STAMPA SULLA MANIFESTAZIONE DEL PROSSIMO 12 OTTOBRE
Di Cittadini del Mondo · creato il 26/09/2013 08:53 · ultima modifica 27/09/2013 09:48 · vista 2162 volte · POLITICA · ITALIA









ROMA 24/09 CONFERENZA STAMPA SULLA MANIFESTAZIONE DEL PROSSIMO 12 OTTOBRE "COSTITUZIONE, LA VIA MAESTRA" COMMENTI E VIDEO
RODOTÀ, LANDINI E CIOTTI IN PIAZZA PER DIFENDERE LA COSTITUZIONE
SI AVVICINA IL 12 OTTOBRE, GIORNO DELLA GRANDE MANIFESTAZIONE IN PIAZZA DEL POPOLO A ROMA. AUTUNNO CALDO E DISGELO COSTITUZIONALE.
Fonte globalist.it – 24/09/2013 – Accedi alla pagina web originale – Autore: Checchino Antonini
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«Attuarla vuol dire che non si può essere poveri lavorando». Maurizio Landini ha appena lanciato, parlando di lavoro, l'appuntamento del 12 ottobre per la difesa e l'attuazione della Costituzione. Al suo fianco, nella conferenza stampa nella sede nazionale Arci, Stefano Rodotà, Sandra Bonsanti e quel Luigi Ciotti di Libera!: «La prima forma di legalità è la fedeltà alla Costituzione - dirà il prete del Gruppo Abele - e le mafie sono più forti quando la politica è debole».

Dalle prime adesioni è possibile pronosticare una reale partecipazione di massa all'appuntamento indetto dal leader della Fiom e dal gruppo dei costituzionalisti. Su una cosa sono chiarissimi: che ci sarà un "dopo" e non sarà un partito. Sarà l'apertura di uno spazio e di un tempo, piuttosto che un evento, necessari per recuperare partecipazione, una «grande coalizione - dice Rodotà - per la democrazia e i diritti». Anche se in platea ci sono diversi soggetti che vedrebbero bene una «condensazione» (Marco Revelli di Alba) di questo campo che si va delineando da quando, il 2 giugno scorso, si tenne a Bologna la prima manifestazione in difesa della Costituzione proprio nel giorno della festa della Repubblica. Poi è venuta la raccolta torrenziale di firme, l'assemblea dell'8 settembre. Infine questa piazza romana fra diciotto giorni preceduta da decine di assemblee in tutta Italia.

Intanto è a un punto avanzato il tentativo di manomissione per il quale Letta ha coinvolto i "saggi" per partorire un documento che i costituzionalisti definiscono vecchio e modesto, tutto teso a imporre il presidenzialismo restringendo i tempi di decisione, e dunque di riflessione, riscrivendo 69 articoli e soprattutto quel 138 che avrebbe dovuto preservare la Carta fondamentale dai grimaldelli dei governi.

Riduttivo dire che sia una manifestazione per la difesa della Carta. Rodotà, il professore, ricorda come la fase di riforme degli anni '60 venne definita di «disgelo costituzionale». Quando i promotori pensano a un nuovo disgelo, immaginano la Costituzione come lo strumento - finora poco attuato - per scardinare le diseguaglianze magari con un po' di «buona manutenzione» (Rodotà). In realtà, quella Carta è stata già manomessa dal centrosinistra per far tornare i Savoia o introdurre il federalismo fiscale. Uno dei membri della Corte costituzionale è quell'Amato, ex premier, che promosse la concertazione dopo il taglio della scala mobile e altre leve per il ventennale massacro sociale che sconvolge l'Italia. E, in sintesi, si può affermare che a poco è servita la Carta per fermare gli sfracelli del liberismo. Nemmeno nei confronti del pareggio di bilancio che fa inorridire i promotori del 12 ottobre, inserito senza discussione parlamentare da Pd e Pdl secondo i diktat di un'Europa che i promotori vorrebbero cambiare.

Eppure, se si osserva la questione con gli occhi di don Ciotti, la Costituzione dovrebbe essere fatta da «parole di carne» e allora la "Via Maestra", è il titolo della manifestazione, riguarda tutti. Almeno finché quello «spazio non perimetrato» (Rodotà) servirà a costruire la massa critica necessaria a contrastare la «dittatura dell'economia» (Rodotà) che ha prodotto finora cinque milioni di poverissimi, nove milioni di persone in condizioni di povertà relativa, sei milioni di analfabeti. Numeri che don Ciotti snocciola con l'angoscia di chi ha negli occhi almeno tre funerali di operai che si sono uccisi per mancanza di una luce nel tunnel della crisi.

Il punto decisivo per Landini è la democrazia, «vincolo rispetto alle forme con cui realizzi il conflitto sociale» ma la sua accettazione dell'accordo interconfederale del 31 maggio sulla rappresentanza (per alcuni una sorta di porcellum sindacale) intacca un po' l'immagine del protagonista di tanti talk show. Rodotà pensa a una «rilettura con occhi nuovi» della Costituzione, a «rifondare la cultura giuridica» anche grazie a un'amnistia o all'abolizione dell'ergastolo per affrontare una «vergogna carceraria che riguarda tutti i governi degli ultimi anni».

«La nostra proposta sprigiona energie, è inclusiva», dicono i partecipanti ma Landini glissa la domanda sul 19 ottobre, la manifestazione dei movimenti per i beni comuni e il diritto all'abitare convocata già prima del lancio del 12. Non si poteva unificare le date? Landini se la cava dicendo che chiunque avrebbe potuto intervenire all'assemblea dell'8 settembre. In realtà ci saranno zone di sovrapposizione tra le due piazze ma confederali e sindacati combattivi non si parlano ancora ma dovrebbero farlo se è vero quello che dice Ciotti che «la speranza ha il volto degli esclusi».

«Rifondazione comunista aderisce, parteciperà e si adopererà per garantire la più ampia partecipazione possibile al corteo per la difesa e la piena attuazione della Costituzione», è il commento a caldo di Ferrero, segretario del Prc, che si augura «diventi il punto di partenza per la costruzione di una opposizione di massa alle politiche di austerità che caratterizzano tanto il governo Letta quanto le direttive europee. Contro il governo delle larghe intese, contro la grande coalizione dei banchieri e dei poteri forti vogliamo quindi costruire la grande coalizione per il lavoro, i diritti sociali e civili, l'allargamento della democrazia».




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