Immagine di profilo di enzo sanna
Altre Notizie dell'utente


Governo: dal “Mistero buffo” alla buffonata priva di misteri.
Dario Fo, assurto suo buongrado a nume tutelare dei grillini, scrisse l’apprezzata opera drammaturgica “Mistero buffo”. Oggi, se risorgesse, potrebbe abbozzare il seguito (sequel,...



Dieci piccoli indiani: il “giallo” già sbiadito del PDL. Il PD non ne ha letto la trama.
Il romanzo di Agatha Christie, “Dieci piccioli indiani”, vede dieci persone, tra loro sconosciute, invitate a trascorrere un weekend su un’isola denominata Nigger Island. Non sanno...



Io ti spio, tu mi spii. Spiamoci a vicenda, con amore.
Lo scandalo Datagate, da grana imbarazzante per il presidente Obama, sta assumendo sempre più i connotati di un film comico sulla scia di quelli della serie “Una pallottola...



Crisi di Governo. Mattarella, Presidente molto fast poco furious.
Se un attributo sembra meritare il Presidente Mattarella è quello di fast per la speditezza con cui ha gestito la crisi di governo. I tempi sono stati così veloci da lasciare stupefatti...



Il 4 marzo voteremo tappandoci il naso o per sottrazione?
Assistiamo, a pochi giorni dalle elezioni, a una sorta di appello da ultima spiaggia lanciato dai leader dei vari partiti o movimenti. Inizia Renzi, gorgogliando con l’acqua alla gola, allo...



Governo: perché Mattarella ha ragione, ma sbaglia.
Le cronache di queste ultime ore non abbisognano di preambolo. Tutti siamo consapevoli di che cosa si sta parlando. Altrettanto sappiamo di quali siano state le reazioni alle decisioni del Presidente...



Anno nuovo, politica vecchia, con una piacevole eccezione.
Avranno tutti notato che sei mesi di presidenza UE capeggiata da Renzi non hanno prodotto il benché minimo cambiamento nelle politiche dell'Unione, mentre pochi giorni di governo greco da...



Migranti: Minniti, ministro costruttore di muri… ma un po’ più a Sud.
Che un ministro “renziano” riceva il plauso delle destre d’Italia non deve stupire, se solo ricordiamo che il governo Renzi adottò e, purtroppo, attuò in gran parte il...



Caso Salvini: quando l’ipocrisia trapassa le nuvole e sfonda la cupola del cielo.
Ci siamo arrivati! Il punto di non ritorno sembra essere stato raggiunto. Superfluo riassumere la nota vicenda della richiesta di messa sotto accusa di Salvini per i reati di sequestro di persona,...



Erdogan-Renzi: quando il dieci conta più del quaranta.
Di enzo sanna · creato il 10/06/2015 14:18 · vista 1533 volte · POLITICA · ITALIA


Mettere sul medesimo piano, o meglio, nel medesimo piatto, la Turchia di Erdogan e l'Italia renziana può apparire esercizio azzardato persino oltre il classico volo pindarico. Eppure, a pensarci bene, qualche analogia si può trovare. Continuando a ragionarci, sembra addirittura possibile riconquistare il concetto di democrazia.

Da Craxi in poi siamo stati bombardati da considerazioni secondo le quali chi ottiene la maggioranza, non importa se relativa o assoluta, debba governare, punto e basta. Il concetto si estremizza con le leggi elettorali inventate dai vari governi succedutisi, i quali, ispirandosi a quanto detto prima e ricattando il Palamento a colpi di voti di fiducia, hanno plasmato a loro uso e consumo la normativa nell'illusione di bloccare l'avversario che spesso non è il diretto concorrente politico, ma l'intero corpo elettorale. Come considerare altrimenti il "porcellum" e, oggi, il suo figlio minore partorito da un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale, ma che continua a mantenere le liste bloccate, pur nella finzione di una modifica della precedente normativa già riconosciuta incostituzionale?

Ma torniamo alla ragione del titolo. Che cosa hanno da spartire Erdogan e Renzi? Se prendiamo il dato elettorale turco e quello italiano della Liguria e non solo, troviamo la risposta. Erdogan ambiva alla maggioranza assoluta per plasmare la costituzione a suo uso e consumo trasformando un sistema democratico, o comunque vicino al concetto di democrazia, in uno stato totalitario. Il dieci per cento, o poco più, del partito dei curdi e dei loro alleati ha sconfitto le aspirazioni totalitarie di Erdogan. Questo è il concetto di democrazia: bloccare col solo potere del voto ciò che può diventare un pericolo, nonostante la percentuale di quel voto sia minoritaria.

Qualcuno tra i più realisti del Re eccepirà: "Sì, vabbeh, ma cosa c'entrano le recenti elezioni in Liguria e l'Italia renziana con tutto questo? Non siamo mica la Turchia!". È vero, non siamo la Turchia, ma il dieci per cento conquistato dalla sinistra in Liguria ha fatto calar le brache a Renzi tanto da lasciarlo metaforicamente in mutande, come il dieci per cento sperimentato da Erdogan. In un primo momento il Matteo mai eletto si è scagliato contro coloro i quali, a sinistra del PD, hanno "regalato" la regione Liguria a Forza Italia, poi, dopo le considerazioni piovutegli addosso da più d'una parte e per niente contestabili, ha fatto outing riconoscendo le proprie colpe senza però arrivare sino in fondo. Attende forse le conclusioni delle indagini della magistratura sulle primarie del PD e sull'inquinamento di quel voto, amenità varie comprese?

Altri realisti proveranno ad argomentare che, contrariamente alla Turchia, esiste in Italia una opposizione del venti per cento, per nulla propensa ad accordarsi col potere renziano. Niente di più errato. L'opposizione del M5S è finta. Il movimento è, come da statuto, una organizzazione privata di proprietà di Grillo e pochi altri, parenti compresi, i cui aspetti economici prevaricano quelli politici come ampiamente documentato in rete. Ne consegue che i cosiddetti grillini sono praticamente gli aderenti a qualcosa che non ha corrispondenza in nessuna parte del mondo se non in Italia dove il trasformismo politico arriva addirittura a tali aberrazioni. Stare all'opposizione è per loro un affare, e così sia.

È sperabile per l'Italia la costruzione di una forza politica del dieci per cento e oltre, tale da convincere (e costringere) il PD a liberarsi di Renzi e del renzismo impedendo derive autoritarie così come il partito curdo ha saputo fare in Turchia bloccando le illusioni autoritarie di Erdogan. Per concludere, Erdogan e Renzi uniti dal medesimo destino: il dieci per cento, cioè l'irrinunciabile percentuale della democrazia.



Chi siamo | Contatti | Come Funziona | Condizioni | Privacy | RSS | Webmaster Luciano Ferraro
MioGiornale.com © 2011