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Candidature UE: quanto interessa l'Europa ai partiti italiani?
Di enzo sanna · creato il 16/04/2014 13:24 · vista 924 volte · POLITICA · ITALIA


Si fa un gran parlare, a proposito e spesso a sproposito, di euro e anti-euro, di spending review, di Banca centrale europea, di trattato di Schengen e via dicendo. A leggere i giornali sembrerebbero temi addirittura vitali per l'Italia e per gli altri stati europei come sono, in effetti. Da ciò dovrebbe conseguirne una qualità delle liste per le prossime elezioni europee all'altezza del mandato, attraverso la candidatura di potenziali rappresentanti adeguati a trattare i temi dell'Unione con competenza e, non sarebbe male, con grinta e determinazione.

Andiamo, allora, a vedere qualche esempio. Iniziamo col partito per il quale i sondaggi "predicono" i migliori risultati, il PD. Ebbene il neo segretario e neo Presidente del consiglio dei ministri tenta il colpo ad effetto infilando cinque donne in capo ai collegi nazionali. Qualcuno già si spella i palmi delle mani per plaudire alla decisione. E ci sarebbe da plaudire se non fosse che, per le elezioni europee, contrariamente all'Italicum, ossia al porcellinum, sono previste, ahinoi, le preferenze. Essere capolista non assicura l'automatica assegnazione del seggio. Si evita qui di approfondire il tema rimandando ai numerosi commenti in merito, compresa l'eccezione riguardante l'aspetto fisico delle candidate che fa dire: "Dove sono finite le racchie ma brave rappresentanti del sesso femminile?". In più, le donne candidate nella lista Tsipras non mancano di "fare le pulci" alle capolista del PD sfidandole già da ora su temi per i quali qualcuna della loro parte votò nella precedente legislatura insieme alla destra europea affossando così una delle poche proposte progressiste avanzate dal PSE.

Non basta. Il PD inserisce nelle proprie liste personaggi più che discutibili. Ne è esempio tale Claudio Bucci, ex consigliere regionale del Lazio, prima con Forza Italia (la vecchia, non la nuova edizione), poi con quella Italia dei Valori che ha saputo regalare a tutti noi personaggi della levatura di Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, passati a piè pari tra le fila di Berlusconi al primo suono di piffero. Viene da malignare che il PD renziano stia diventando il nuovo pifferaio nell'attirare e, per giunta, accogliere certuni. Eppure in quel partito non dovrebbero scarseggiare persone con un briciolo di coerenza in più.

Sulla nuova Forza Italia è problematico esprimersi senza rischiare una denuncia per diffamazione, visto come stanno le cose. Meglio evitare commenti, pertanto, limitandosi a constatare il ripescaggio nelle sue liste di politici ampiamente "bolliti" qual è Clemente Mastella, anche lui dal passato non proprio coerente e immacolato, nonché sponsor, a suo tempo, del giovane Renzi.

Non se ne abbiano a male i grillini, ma persino loro non sono ben messi, nonostante gli sforzi malriusciti dei loro guru di farli apparire "duri e puri". Non nuovi a pannellate senza testa né coda, propongono tale Marina Adele Pallotto, nome d'arte "Stellina". Il ricordo non può che andare a parare alla ben più famosa "Cicciolina" la quale, grazie a Pannella, sedette sui banchi del nostro Parlamento e oggi "gode" della lauta pensione da parlamentare, a carico di tutti noi, grazie ai suoi superbi servigi legislativi. La candidata del M5S si premura di farci sapere che lei, però, è "soft". Niente foto con pitoni, dunque, per attirare voti; solo mutandine ristrettesi per i troppi lavaggi.

Si potrebbe continuare con altri casi spesso divertenti, talvolta sconcertanti, di (in)degni candidati alle europee sui quali, c'è da attenderselo, le cronache locali non mancheranno d'aggiornarci, soprattutto in certe aree in cui la Lega nord, per dirne una, ritiene di esercitare ancora un certo appeal. Borghezio è sempre lì, a governare gli eventi.

Si può concludere con la considerazione che ai partiti nazionali interessi poco o niente la qualità della rappresentanza da mandare a Bruxelles, ma solo i numeri dei voti da far valere ad uso casalingo. Stando agli interventi sui media, sia su schermo che su internet o carta stampata, l'unica compagine a sembrare realmente interessata al proprio ruolo in Europa è la lista Tsipras. Gli altri fanno gazzosa, come suole dirsi.



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