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Il Natale non ci ha reso più buoni, compresi Renzi, Grillo e Berlusconi.
Di enzo sanna · creato il 29/12/2013 16:39 · vista 851 volte · POLITICA · ITALIA


La festività del Natale, con i luoghi comuni e gli appelli “buonisti” portati appresso, sembrava aver contagiato persino i leader politici di casa nostra. Berlusconi taceva, Grillo pure, mentre Renzi dava l’impressione di smussare gli spigoli dei suoi propositi nei confronti del governo Letta. Anche il nuovo segretario della Lega Nord si zittiva, forse perché impegnato a reperire finanziamenti per il cenone di Natale, vista l’ereditata impalpabilità delle casse di partito, svuotate da chissà chi, e non da Roma ladrona. Addirittura il centro, anzi, il centrino di Casini sembrava aver deposto le armi puntate contro l’ex amico, ora avversario Monti, questo ultimo non ancora avvedutosi della propria inconsistenza, non solo numerica, ampiamente dimostrata dall’inconcludente, pure dannoso operato del proprio governo oramai “andato”, per fortuna del Paese. Tutti sereni, dunque, forse anche riflessivi, quasi fosse un dono del Natale? Macché!

Trascorsi i bagordi, coda di S. Stefano compresa, ecco i nostri “eroi” nuovamente sul campo di battaglia dei “media” stampati su carta o sugli schermi LCD dei televisori e dei computer, retroilluminati o meno. Berlusconi, oramai spuntata l’arma dei giudici comunisti, riprende a martellare gli attributi degli elettori con la nuova parola d’ordine dei più o meno sette colpi di stato operati nei suoi confronti. Ora, chiunque dotato di un briciolo di buon senso, fatti salvi i sostenitori, interessati o ciechi che siano, potrà concordare sull’astrusità di quanto asserito. Se poi a sostenere una simile sciocchezza è uno con tanto di tessera della P2 (quella sì che il colpo di stato lo ha effettivamente tentato) viene solo da compatire, ma non lui, bensì quella masnada che ancora gli da retta. Come si fa, poi, a non buttarla sul ridere nel constatare che un appoggio determinante all’eroe viene affidato al nuovo sito “Forza Dudù”? Roba da cani!

Grillo, invece, forse ancora sotto l’effetto delle bollicine, non trova di meglio se non reiterare la minaccia d’impeachment nei confronti di Napolitano, con l’appoggio vigoroso e convinto nientepopodimeno ché di Brunetta, capogruppo della rediviva Forza Italia. Ma non è l’unico argomento di convergenza tra Grillo, ossia il M5S, e la nuova destra di Forza Italia. Legge elettorale, finanziamento ai partiti, equità fiscale, tassazione delle multinazionali, silenzio assoluto su mafia e organizzazioni similari, in aggiunta ad altri argomenti, ne fanno un asse di consistenza granitica definibile nel brand: “Premiata Ditta Pregiudicati Grillo & Berlusconi Co.”, sentenze alla mano. Si potrebbe sostenere a ragion veduta che Grillo sia divenuto oramai uno “sfascista meno esse”, la prima esse. E poi, l‘inequivocabile deriva a destra del movimento trova conferma, ancora una volta, nella miriade di commenti di stampo razzista e d’incitamento all’odio e all’uso della violenza che a frotte vengono ospitati nel noto blog, cassa economica del duo Grillo-Casaleggio, avulsa da ogni controllo democratico. Ancora, ben vengano le inserzioni pubblicitarie delle multinazionali sul loro privato, personale blog. Pecunia non olet! A condizione che entri nelle loro tasche e che sia bloccata ogni norma riguardante la certificazione pubblica dei bilanci delle forze politiche.

Renzi, dal canto suo, continua a confermarsi buon uomo di spettacolo. Le performance nei vari talk show possono valergli a buon diritto la nomea di “svicolatore”, data la capacità di eludere ogni domanda concreta spostando il discorso verso quell’insieme di parole d’ordine generiche, buone per tutto e per tutti. L’impressione è di ritrovarsi di fronte ad una scatola piena di fuochi d’artificio sul cui fondo rischia di restare, dopo i botti e il loro luminoso apparire, solo la cenere dei contenuti di sinistra sacrificati sull’altare del Dio mercato, con ciò che ne consegue, alla faccia di ogni possibile redenzione da un sistema economico bacato che persino Papa Francesco denuncia; il ché è tutto dire per uno del Vaticano. Viene ovvia una domanda da rivolgere ai quasi tre milioni di elettori piddini i quali, circa un anno fa, bocciarono Renzi alle primarie e gli stessi, a poca distanza di tempo, l’hanno acclamato quale loro paladino. Incoerenza, sottomissione a poteri più o meno occulti, oppure voto di protesta contro Bersani & Company, colpevoli di alto tradimento del mandato elettorale? Renzi badi a trovare la giusta risposta a questa domanda, prima di finire anche lui nella polvere, tirandosi appresso l’intero partito.

In conclusione, non è necessario vestire i panni del mago per prevedere un 2014 per nulla migliore rispetto al vecchio anno. Continueremo ad avere un Presidente Napolitano impegnato a mantenere lo status quo, immemore della promessa fatta all’atto della rielezione di sgombrare il campo quanto prima; un governo che continuerà a governare a colpi di voti di fiducia sino a esalare l’ultimo respiro e una opposizione grillina dimostratasi cialtrona nei modi quanto ferma nel proposito di sostenere lo status quo senza il quale non avrebbe ragione di esistere, spalleggiata dall’altra opposizione della destra berlusconiana impegnata a dar filo alle sole iniziative miranti allo sfascio. Rimane una speranza: essere tirati su da una ripresa globale e dalla capacità di approfittarne, isolando chi rema contro sia in politica che tra gli imprenditori alla Marchionne e altri delocalizzatori, meritevoli del titolo di “malfattori dell’anno”. Altrimenti prepariamoci ad assistere a un ulteriore incremento della povertà e della precarietà, relative conseguenze annesse e connesse. Ciononostante, auguriamoci un buon 2014. La speranza sia l’ultima a morire.



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