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Caso Salvini: quando l’ipocrisia trapassa le nuvole e sfonda la cupola del cielo.
Di enzo sanna · creato il 28/08/2018 10:51 · vista 96 volte · POLITICA · ITALIA



Ci siamo arrivati! Il punto di non ritorno sembra essere stato raggiunto. Superfluo riassumere la nota vicenda della richiesta di messa sotto accusa di Salvini per i reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. La faccenda è arcinota. Chi ipotizzava (ed evocava) epocali cambiamenti a opera del governo grillino-leghista è servito. Chi già sapeva della truffa mediatica, o anche chi solo l’aveva intuita, oggi si può concedere un attimo d’ilarità, tanto amara, d’accordo, ma pur sempre accompagnata da una sonora risata liberatoria.
Chi ha assistito al comizio di Salvini (andate a rivederlo in TV) a distanza di pochi minuti da quando gli è giunta notizia dell’operato della Magistratura nei suoi confronti, avrà colto in pieno il patema d’animo dell’uomo il quale, a caldo, forse non ancora istruito in merito dai suoi “consigliori”, sparava dal palco le solite trite e ritrite stupidaggini, ma ansimante, stordito, impaurito.

E sì! Il “condottiero” se la stava facendo addosso. Altro che uomo forte, difensore degli italiani e dell’italianità, sfidante la magistratura; costui è apparso infine per ciò che è in realtà: un codardo pallone gonfiato, un bulletto che cerca (e purtroppo trova) schiere di bulletti in giro per l’elettorato, gli stessi che gonfiarono di consensi prima Berlusconi, poi Renzi, poi Grillo e lui, Salvini. Vale per costoro, Berlusconi, Renzi, Salvini e Grillo (lasciamo al posto che meritano le mezze cartucce del M5S) ciò che potremmo definire il “paradosso del dirigibile”.

Ai loro tempi, i dirigibili furono ammirati, invidiati, osannati, perfino venerati, sino a che una scintilla li trasformò un giorno in un inferno di fuoco, al pari dei loro inventori e realizzatori nazisti. Definire Salvini (o Grillo, o Renzi, o Berlusconi) un dirigibile può apparire esagerato. Però, fatte le dovute proporzioni, considerare l’attuale Matteo, al pari del suo omonimo predecessore e del mentore di entrambi, di nome Silvio, un palloncino gonfiato pronto a esplodere alla prima spina di rovo che incrocia il suo svolazzare, rende bene l’idea. Il paradosso è destinato a divenire paradigma?

Passato il primo istante di confusione mentale procurata dalla paura, Salvini, di certo imboccato dal suo staff, si atteggia ora a vittima, avendo metabolizzato nel frattempo la assoluta certezza di trovarsi nella classica botte di ferro. Lui, povera vittima, fa parte degli impunibili, grazie ai suoi scudieri, alla sponda in Parlamento dei reduci berlusconiani e degli autodefinitisi Fratelli d’Italia, nonché (ve ne stupite?) dei grillini; per essere sintetici, dell’intero schieramento parafascista. I grillini mostrano finalmente al Paese il loro vero volto, quello degli imbroglioni; gli altri il volto che hanno sempre avuto.

Martina, segretario del PD, accusa i grillini di servilismo nei confronti di Salvini, ma sbaglia; è qualcosa di molto peggio, è collusione. Toc toc… Provate a bussare alle porte del grillini “duri e puri”, quei forcaioli che si dicevano pronti a rivoltare la società in nome di una giustizia che in un tempo non troppo lontano somigliava tanto al giustizialismo. Dove sono finiti? Costoro, l’inconsistente Di Maio in testa, plaudono Salvini, gli assicurano salda l’immunità parlamentare, al pari degli altri fascistoidi in Parlamento, dai Fratelli d’Italia ai reduci berlusconiani in una sorta di “brodo primordiale” andato a male, del quale i putridi effluvi iniziano a permeare la società intera.

Salvini godrà dell’immunità, dunque continuerà a fare e a disfare non solo su faccende riguardanti il Ministero al quale è stato nominato, ma scantonando ben oltre, dato che il presunto Presidente del Consiglio, tale Conte Giuseppe, latita, ben felice di dormire sonni tranquilli, tanto per lui non c’è problema. L’indimenticabile Fortebraccio, il corsivista dell’Unità quando il giornale era ancora di sinistra, avrebbe descritto così il Presidente Giuseppe Conte all’atto di apparire nella sala del Consiglio dei Ministri: “La porta si aprì. Non entrò nessuno. Era il Presidente Conte.”

L’ultima “stellare” ipocrisia sulla vicenda si consuma nella dichiarazione di Salvini di rinuncia all’immunità parlamentare, ben sapendo che il cosiddetto “Tribunale dei Ministri” se ne può infischiare (?) dei suoi propositi falsamente dichiarati, della serie, prendiamo ancora per i fondelli gli italiani, tanto sono assuefatti alla vasellina.

A tanto siamo ridotti! L’ipocrisia grillo-leghista ha raggiunto livelli “celesti” che neppure i ciechi mentali potranno ignorare di aver visto. A tal punto non è fuori tema rivolgerci la seguente domanda: in questo contesto, che fine ha fatto la sinistra, quella vera? Chissà! Ci dovremo affidare alla trasmissione RAI “Chi l’ha visto”, oppure qualcuno individuerà una sponda sulla quale approdare iniziando a mettere a dimora le semenze di una nuova cultura progressista, solidaristica, umanistica e socialista?



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