Immagine di profilo di enzo sanna
Altre Notizie dell'utente


Rassegnati a un’Italia decadente, infangata e cialtrona?
Leggere sui giornali o, peggio, udire nei talk show gli interventi dei politici italiani in merito alla vicenda Telecom, lascia esterrefatti. Quando poi l’amministratore delegato di Telecom,...



Il voucher è morto. Viva il nuovo voucher?
Il Governo Gentiloni ha stupito non poco gli osservatori politici col provvedimento di abrogazione "tout court" dei voucher, dando la stura alle interpretazioni tra le più varie e fantasiose...



In morte di Zuzzurro: “Ce l’ho qui la brioche”. E il Mulino Bianco partecipa!
C’è molto nel mondo dello spettacolo e della pubblicità a infastidire per la mancanza di tatto e di buona creanza. Quando qualcuno dei “loro” muore, si sprecano le...



Miss Italia tra Mentana, la Boldrini e le offese a Eva.
Tutto ebbe inizio con un “sorriso”, nel 1939. Bastava inviare una foto per partecipare. Nel ‘46, sulle macerie ancora polverose della guerra, nacque Miss Italia vera e propria. Non...



Grillini: gli arancini del Movimento.
Nel romanzo di Andrea Camilleri "Gli arancini di Montalbano" il noto commissario fa carte false pur di accogliere l'invito a cena della signora Adelina la quale, a detta di Salvo, cucina i migliori...



Mini-BOT o maxi truffa?
Si sa: una delle caratteristiche distintive del “bidonista”, ossia dell’imbroglione professionale, sta nel far passare per ovvie, scontate, perfino lapalissiane, le proposizioni...



Dal Sindaco d’Italia all’Avvocato degli italiani, ossia da Renzi a Conte. Che brutta fine!
Ricordate il “Sindaco d’Italia”? Sì, parliamo della definizione affibbiata, tra l’apprezzamento e il dileggio, all’allora rampante Matteo Renzi, ex Sindaco di...



Tanto tuonò che piovve. Dal giustiziere fascista di Macerata ai braccialetti di Amazon: prove di neo-fascismo alle porte?
L’attentatore ventottenne di Macerata, avvolto nel tricolore con tanto di plateale esibizione di saluto fascista, arrestato dalle forze dell’ordine subito dopo aver sparato...



Una nuova sinistra è possibile, a condizione che rinunci al prefisso “ri”.
Mentre M5S e Lega tubano nel tentativo di trovare un espediente dignitoso (leggi furbesco) di convolare a “giuste” nozze, vale la pena di dare uno sguardo verso sinistra nel tentativo di...



Pre-elezioni. In attesa di marzo 2018: è il momento dei “vippini”.
Di enzo sanna · creato il 11/01/2018 17:13 · vista 553 volte · POLITICA · ITALIA


Insieme ai piddini, ai grillini, ai forzisti, ai leghisti, ai sovranisti, pure ai fascisti sempre meno avversati nonostante i dettati della settantennale Costituzione italiana, appare una nuova classificazione in parte inattesa, del tutto trasversale, che sembra andare alla grande: i “vippini”.

Ma chi sono costoro? I “vippini” sono quelli che capiscono di politica a volte molto, a volte poco, a volte niente, a volte meno che niente, ma hanno in comune la notorietà. Come a dire, se hai una faccia “nota” sei candidabile, competenze o meno, capacità o meno, affidabilità o meno. Poco conta se sei conosciuto in quanto scienziato con tanto di titoli accademici e apprezzamenti professionali, oppure se sei un imbecille senza arte né parte. Se la TV, o altro media, “certifica” la tua notorietà e, di conseguenza, la tua “appetibilità” elettorale, puoi aspirare a un seggio in parlamento. Eccoci costretti a dover assistere, allora, a volte increduli, spesso disgustati, al “mercato delle vacche” preelettorale. È ben accolto da partiti e movimenti chi si ritiene possa produrre più latte.

Allo stato, il caso più eclatante appare quello del capitano di fregata Gregorio De Falco, quello del “Torni a bordo, cazzo!” rivolto al comandante Schettino all’atto del naufragio della Costa Concordia, in predicato di candidatura tra le fila del M5S. Ora, per voler essere deliberatamente malevoli, ci si può attendere lo stesso capitano De Falco che, il prossimo 4 marzo a scrutinio in corso, solleva la cornetta del telefono, compone il numero di Beppe Grillo e urla “Torni a bordo, cazzo!”, riferito al danno procurato da Di Maio. Circa la categoria dei giornalisti, ben rappresentata da Gianluigi Paragone e dall'ex direttore di SkyTg24 Emilio Carelli, c’è poco di cui disquisire; continueranno a svolgere il loro consueto ruolo, ma stavolta, se gli va bene, con l’indennità parlamentare, con buona pace di chi ancora si ostina a considerare i grillini diversi dagli altri.

Sul fronte delle destre, Berlusconi, da par suo, si invoca ai cantanti di fama, quali Toto Cutugno e Al Bano. Quest’ultimo, però, nel rischio di ritrovarsi accomunato a Mariano Apicella, menestrello ufficiale dell’ex Cavaliere, pare abbia già declinato l’invito dichiarando testualmente: “Non è il mio campo. Farei danni.” Verrebbe quasi da appellarsi al signor Carrisi facendogli presente che i suoi “danni” non sarebbero comunque maggiori di quelli che l’intero centro-destra, con o senza di lui, si prepara a dispensare a noi tutti, forse con qualche acuto in meno a spaccare fastidiosamente i timpani, non per questo senza traumi.

In casa PD, stenta a esaurirsi il filone “giglio magico”. Ecco allora profilarsi la pluri candidatura di Elena Boschi che verrà proposta in ogni dove, a volte agli elettori del suo partito non venga la prurigine e in qualche parte del Paese decidano di non votarla. A voler smentire le malelingue circa il citato “giglio magico” emerge la probabile candidatura di tale Piero De Luca che poi si scopre essere il figlio di Vincenzo De Luca, attuale presidente della regione Campania. Vuol dire che d’ora innanzi parleremo di pizza margherita al gusto di giglio magico.

Qualcuno eccepirà che fu proprio l’allora PCI a inaugurare e confermare negli anni la poi divenuta tradizione degli “indipendenti di sinistra”, persone di cultura eccelsa non tesserate al partito, ma dalla indiscutibile convinzione negli ideali della democrazia e del progresso civile e sociale. Costoro costituirono lustro per il Parlamento lungo tante legislature. Oggi, più che lustro, rischiamo di avere tanti candidati lustrascarpe, con pieno rispetto di coloro i quali questo mestiere esercitano, magari da laureati e non da parlamentari, per potersi guadagnare un tozzo di pane con un contratto precario. Ma anche loro, in base al Jobs Act e alle rilevazioni dell’ISTAT, gioiranno di contribuire alle “favorevoli” statistiche sull’occupazione sciorinate da Renzi e dai suoi adepti. O no?




Chi siamo | Contatti | Come Funziona | Condizioni | Privacy | RSS | Webmaster Luciano Ferraro
MioGiornale.com © 2011