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Scisciano. L’Assessore Giuseppe La Rezza “ Voglio essere ancora protagonista per ricostruire la speranza”
Di Scisciano Notizie · creato il 21/01/2013 13:59 · ultima modifica 21/01/2013 14:04 · vista 1486 volte · POLITICA · CAMPANIA


Dottore La Rezza, lei è sicuramente tra gli amministratori di punta nel nostro paese per la sua esperienza, per i ruoli assunti. L'impegno amministrativo a cui è principalmente legata la sua opera è senza dubbio il campo delle Politiche Sociali imprimendo da subito impulso, organizzazione e vitalità, cosa questa, da tutti apprezzata e riconosciuta. Può farci un sintetico quadro delle Politiche Sociali a Scisciano?

Il campo d’azione delle Politiche Sociali è molto vasto: anziani, minori, famiglie multiproblematiche, giovani, persone diversamente abili, immigrati, separazioni, adozioni. Un campo che non si limita solo al contesto comunale ma che deve interagire con l’Ambito Territoriale, con il Ministero di Grazia e Giustizia, con il Tribunale dei Minori. Un campo minato perché di una delicatezza estrema che richiede professionalità e competenza. Bisogna avere una visione ampia del territorio per analizzare i bisogni reali e programmare gli interventi e i servizi. Con le poche risorse a disposizione e anche con la messa in rete delle agenzie presenti sul territorio siamo riusciti a garantire alcuni servizi agli anziani come l’assistenza domiciliare, il Telesoccorso e Teleassistenza, il Centro Sociale Polivalente e le cure termali. Con il Progetto Matrioska abbiamo dato sostegno alla genitorialità con uno sportello ascolto tenuto da una psicologa, e con il campo estivo, il mondo di Oz. Ultimamente, con il progetto “famiglie solidali” abbiamo previsto un piccolo contributo alla famiglia che esplica il tutoraggio educativo sulla famiglia multiproblematica. Abbiamo garantito la mensa scolastica, esentando dalla compartecipazione gli alunni meno abbienti, e il trasporto gratuito degli alunni. Abbiamo erogato buoni libro, borse di studio, assegno di maternità e la riduzione della quota Enel e rifiuti. Abbiamo promosso corsi di educazione alla salute e attraverso le associazioni di volontariato abbiamo condiviso la povertà e la solitudine degli immigrati e delle fasce più deboli.

Che valutazione dà di questi ultimi anni amministrativi?

Non possiamo nascondere le difficoltà economiche in cui l’Amministrazione si è trovata ad agire in questi ultimi anni. Nonostante ciò è riuscita a mantenere i servizi essenziali e a migliorare, in parte l’assetto del paese senza aumentare di molto i tributi. Quello che è mancato è stata la capacità di osare oltre ciò che era consentito, ingabbiandosi in sovrastrutture burocratiche e questo ha determinato che si impantanassero alcuni progetti o che venissero risolti con molta lentezza interventi anche importanti e poi la determinatezza di alcune scelte che potevano dare un’impronta al territorio, migliorandone la vivibilità: come la viabilità e una pianificazione di spazi verdi per aggregazione e parco giochi. Credo che tutti gli uomini di questa Amministrazione hanno dato quello che potevano, secondo i propri “talenti”. C’è stato chi ha saputo metterlo in azione, chi non ha saputo farlo fruttare e chi l’ha nascosto sotto la sabbia. Sarà il padrone, al suo ritorno, a giudicare i suoi servi.

Si diffonde sempre più nelle nuove generazioni un sentimento di insoddisfazione e delusione per la politica, considerata appannaggio dei soliti noti, un sistema chiuso di privilegi e che stenta ad autorinnovarsi, tanto da determinare un'ondata rivendicativa di rinnovamento. "Rottamazione" è la parola chiave con cui oggi si intende l'apertura di un nuovo corso generazionale. Conosciamo tutti la sua schiettezza, per cui le chiedo un parere "fuori dai denti" su questo tema calato nella realtà sciscianese.

Pur amministrando da molto tempo non siamo stati dei politici corrotti, ma sempre persone perbene, ancorati ai valori dei nostri padri, senza tanti privilegi che derivano dal potere e con lo spirito di fare fino in fondo il proprio dovere. Sicuramente non abbiamo saputo imprimere al nostro percorso amministrativo un’apertura rinnovatrice, forse anche per mancanza di proposta generazionale, dovuta alla sfiducia verso la politica. Sappiamo bene che ci sono giovani che non vogliono restare inerti ma che non hanno il coraggio di uscire allo scoperto. Rottamare solo per il senso di essere “contro” è sterile e il “solo essere giovane” fine a se stesso non rende alcun merito alla capacità dei giovani. Noi “persone adulte e responsabili” dobbiamo sapere interpretare la realtà presente recuperando il dialogo civile e la passione dei giovani, annullando calcoli e tatticismi, mettendo a disposizione la nostra esperienza per costruire insieme, giovani e adulti, un nuovo equilibrio politico per ripartire con slancio per un cambiamento profondo della società basata sulla sapienza e l’intraprendenza.

Dottore La Rezza, quando c'è odore di elezioni e dunque nel paese si animano le discussioni su chi sarà il candidato a Sindaco, il suo nome è tra quelli più autorevoli che circolano poi sappiamo come va a finire...come una meteora che brilla luminosa per poi essere inesorabilmente oscurata. Sarà così anche questa volta? Quale secondo lei la causa di tutto ciò?

Ho sempre scelto di mettermi in gioco per rendere un servizio. Credo di averlo fatto con una certa efficienza e con la passione che mi ha sempre contraddistinto nonostante le difficoltà economiche, l’ostracismo di qualche amico e le critiche di chi non ha saputo o voluto vedere la bontà delle mie azioni animate, sempre e comunque, dal mio rigore morale. Non ho mai avuto alle spalle l’appoggio di alcun “potere politico forte” e ho sempre fatto valere le mie ragioni senza nessun protettorato. Sono stato sempre libero, pur nella logica del dinamismo e dell’equilibrio del gruppo, e sempre trasparente e spesso “ingenuo”. Forse questo non ha permesso, fino ad adesso, di indicarmi come Sindaco!
Come lei dice sono stato sempre “protagonista”. Anche in questa tornata elettorale voglio essere “protagonista” ma “protagonista per ricostruire la speranza”, per accantonare la sfiducia e la rassegnazione dei giovani, chiamando a raccolta i “talenti” e le qualità che il nostro paese può esprimere e che si sono assopite, “protagonista” per far fronte alla scorciatoia del trasformismo recuperando idee comuni e costruire un’area politica nuova, su cui basare le fondamenta del “palazzo” della Politica Vera.
Non servono grandi imprese perché il “Tutto è nel frammento”. Io non credo di essere stato e di essere una meteora. Credo, invece, essere sicuramente “il frammento”!




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