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Scisciano. Rifondazione Comunista:”dalla parte dei cittadini”
Di Scisciano Notizie · creato il 21/01/2013 13:57 · ultima modifica 21/01/2013 14:03 · vista 1328 volte · POLITICA · CAMPANIA


Intervista all’avv. Dioguardi Sabatino segretario politico del Partito Rifondazione Comunista di Scisciano, ci pregiamo di chiedergli:

DA STORICO COMUNISTA DEGLI ANNI CHE "FURONO" AD ATTUALE "RIFONDATORE", COME VEDE E COSA PREVEDE NELLA STRATEGIA PRETTAMENTE POLITICA DEL SUO PARTITO?

Da vecchio militante, più che da storico, posso dire che la nascita di Rifondazione Comunista fu dettata dalla convinzione che nella situazione politica conseguente allo scioglimento del PCI vi fosse la necessità di un partito comunista, un partito cioè che si richiamasse ai principi di solidarietà, dell’eguaglianza, della convivenza pacifica tra i popoli, dell’opposizione alla mercificazione di tutti i rapporti sociali e, soprattutto, della tutela del lavoro e della dignità di quelle donne e di quegli uomini che danno sostanza e anima al lavoro. Credo che le ragioni dell’esistenza di Rifondazione Comunista in tutti questi anni non siano venute meno, e, anzi, le condizioni attuali dei rapporti sociali e politici hanno accentuato ancor di più la necessità di un partito, e di uno schieramento politico, che a quei principi si richiami.
La vicenda emblematica dell’inversione dei rapporti di forza tra capitale e lavoro è rappresentata dalle modifiche all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori imposte dall’attuale Governo dei cd. “tecnici”, nel profondo espressione dei gruppi di potere economico-finanziari a cominciare dalle banche, che hanno ridato agli imprenditori la libertà di licenziare in cambio di una manciata di soldi, affermando così il principio che il lavoro, e con esso gli uomini e donne che lo incarnano, è solo una merce come un’altra e che il potere datoriale non tollera né regole né tutela di diritti che non siano quelli dell’impresa e del capitale .In questo quadro il ruolo che Rifondazione intende svolgere è innanzitutto quello di soggetto promotore della costruzione di un movimento capace di trovare le ragioni di unità intorno ai principi ispiratori della nostra Costituzione, che ha i suoi cardini proprio nei principi di solidarietà, eguaglianza, tutela della dignità dei lavoratori. Unità, quindi, delle forze progressiste, che assieme al sostegno al movimento dei lavoratori e sindacale è sempre stata l’arma vincente contro lo strapotere dei potentati economici. Certo non sarà né facile né semplice, anche perché scontiamo come partito errori che in passato ci hanno fatto assimilare a tutti quegli altri soggetti politici che hanno fatto del potere la loro ragione di esistenza, ma l’idea che un altro mondo è possibile ritengo che si vada sempre più affermando nel corpo vivo della società e che possa trovare anche uno sbocco elettorale, come pure è successo a Napoli e Milano. Se ciò non fosse, certo non ci spaventerebbe l’idea di difenderla anche da soli.

RITIENE CHE QUESTA EVIDENTE E DEPRECABILE CRISI POLITICA POSSA MANDARE DEI RIFLESSI NEGATIVI NELLA "FILOSOFIA" DEL "MOVIMENTO" LOCALE?

Indubbiamente lo spettacolo che la Politica in questi momenti offre in Italia è veramente degradante. Mentre in altri paesi, come in Grecia e Spagna, si è data la parola agli elettori perché, innanzitutto, giudicassero chi fino ad allora aveva governato portando i loro paesi in una crisi senza precedenti, e poi perché scegliessero chi doveva guidarli per limitare quantomeno i danni della crisi, in Italia invece i maggiori partiti hanno preferito nascondersi dietro un Governo cd. “tecnico” per non affrontare il giudizio degli elettori e non assumersi direttamente le responsabilità di scelte che sapevano già essere quelle di sempre, cioè tagli alla sanità, alle pensioni, aumento delle tasse che alla fine ha l’incidenza maggiore sugli strati più deboli della popolazione. Così, mentre trovano l’accordo in ogni caso sui tagli e sulle vessazioni, con ipocriti distinguo in alcuni casi, non riescono, ad esempio, a mettersi d’accordo sulla legge contro la corruzione, che pesa sul bilancio dello Stato in misura quasi pari a quello dei tagli delle varie manovre fin scagliate contro il popolo italiano. Né tantomeno hanno inteso rinunciare, almeno per dare l’esempio, a qualcuno dei privilegi di cui i parlamentari godono e nella maggior parte dei casi del tutto ingiustificatamente. I dibattiti televisivi, che sembrano le uniche soluzioni proposte per la crisi, mostrano una classe politica litigiosa, sia all’interno dei vari partiti che all’esterno, inconcludente, incapace di dare fiducia e prospettive al paese. Tutto questo allontana ancora di più la gente dalla politica e dai politici accentuando la loro immagine di casta privilegiata tesa solo a proteggere gli interessi propri e delle clientele. Naturalmente anche a Scisciano l’immagine della politica è tutt’altro che positiva e con essa ci scontriamo in ogni occasione in cui, appunto, cerchiamo di parlare di politica, nelle nostre iniziative, discussioni, dibattiti, da ultimo nella festa di “Liberazione”. Politica che per noi resta impegno e partecipazione, idealità’, visione dei rapporti sociali non improntati esclusivamente sul profitto, difesa dei diritti e degli interessi collettivi, presenza quotidiana nella realtà sociale. E credo che nella realtà di Scisciano siamo riusciti in ogni caso a creare un’immagine positiva del nostro partito. Innanzitutto, siamo l’unico partito che seppur con grosse difficoltà ha la sede aperta non esclusivamente nei periodi elettorali, per cui la nostra attività politica non si riduce, come per gli altri, esclusivamente ai momenti in cui bisogna ospitare i vari personaggi in cerca di voti, oppure al momento delle elezioni comunali quando gli interessi personali a candidarsi o a farsi candidare hanno bisogno di una maschera, per così dire, politica e di partito. Nel merito, abbiamo sempre cercato di coinvolgere il paese in discussioni e dibattiti su temi sia nazionali che locali, non limitandoci però semplicemente a criticare o a dire no, ma esprimendo anche idee e proposte sulle quali in molti casi abbiamo trovato il consenso dei cittadini di Scisciano. Posso fare un esempio per tutti: da quando il Circolo di Rifondazione assieme all’Associazione Yabasta ha organizzato una pulizia volontaria dell’area della stazione ex Vesuviana, divenuta una discarica, si è cominciato a parlare di questo bene come un patrimonio da acquisire alla collettività sciscianese e di una sua utilizzazione per scopi sociali. Su questa strada intendiamo proseguire, perché, ripeto, per noi la politica non è un passatempo o uno strumento per la soddisfazione di interessi personali, ma è la partecipazione alla vita democratica e sociale della realtà in cui ci troviamo a vivere.

C'È UNA RIFIORENTE ARMONIA GIOVANILE CHE CERTAMENTE LE È GRADEVOLE. LEI, DA "VECCHIO" SAGGIO CHE CONSIGLIO SUGGERISCE A QUESTI RAGAZZI?

Non vi può essere maggiore soddisfazione per chi ha sempre inteso l’essere parte di una comunità umana come partecipazione al suo vivere, nel senso più ampio del termine, del vedere l’impegno delle giovani generazioni a partecipare e ad essere protagoniste attive della vita sociale del paese, rifiutando il ruolo di spettatori o destinatari passivi di modelli calati dai computer o dai televisori. Sia da vecchio che da presunto saggio non mi sento di dare consigli, anche per non interpretare la parte di chi, come dice De Andrè, dà buoni consigli se non può dare il cattivo esempio. I giovani credo siano in grado di costruire il loro futuro e più che di consigli penso abbiano bisogno di aiuto ed incoraggiamento, non di modelli preconfezionati in cui debbano recitare la parte di comprimari. A Scisciano la vicenda della Biblioteca è l’esempio lampante del modo in cui non ci si dovrebbe porre nei confronti dei giovani. I giovani dell’Associazione Yabasta avevano proposto all’Amministrazione Comunale di avere in gestione la Biblioteca, esistente solo sulla carta, per farla divenire un organismo vivente di divulgazione del sapere, mettendo anche a disposizione, oltre all’impegno personale e gratuito degli associati, anche il finanziamento ottenuto dalla Provincia per l’arredo e le attrezzature. La proposta è stata lasciata cadere nel vuoto dagli Amministratori Comunali solo perché non si garantiva il ruolo di protagonista a qualche assessore. Credo sia stata una mortificazione per quei giovani e per il paese, per i giovani perché ha frustrato il loro impegno per la diffusione della cultura, per il paese perché è stato privato della possibilità di poter fruire di uno strumento pubblico e gratuito di arricchimento culturale.
Quello che mi sento di auspicare, più che consigliare, per i giovani di Scisciano è che facciano sempre più proprio il concetto di partecipazione, perché partecipare vuol dire capire, capire vuol dire poter scegliere consapevolmente e poter scegliere vuol dire essere liberi. Liberi di scegliere il proprio futuro.

VOLENDO ANALIZZARE L'OPERATO DEI NOSTRI AMMINISTRATORI FACCIA UNA DISAMINA SULLA LORO CONDUZIONE ORAMAI VOLGENTE AL TERMINE.

Noi abbiamo sempre denunciato una carenza di fondo degli attuali amministratori, più o meno gli stessi da circa quindici anni e ad alcuni dei quali è riservata la sfera decisionale, una sorta di “cerchio magico” autoreferenziale ed impenetrabile ad ogni rinnovamento : quella di non aver mai esercitato il compito per cui sono stati eletti, cioè amministrare. Amministrare vuol dire guidare lo sviluppo di un paese, indirizzarlo, sollecitarlo in base ad idee e progetti da elaborare con la partecipazione della società che si amministra, tutelare gli interessi della collettività, a cominciare dalla salute, proteggere il territorio da interventi speculativi. Chi ha esercitato il potere pubblico a Scisciano in questi anni si è limitato alla gestione dell’ordinario, senza una progettualità ed una visione definita di quello che questo paese doveva essere. E così si è lasciato che l’assetto e lo sviluppo del territorio comunale fosse determinato da interventi di privati che hanno, per esempio, impiantato attività come e dove hanno voluto, come il parcheggio abusivo di via Rossi, il lavaggio per camion altrettanto abusivo, le antenne radiofoniche installate da società private. In tutti questi casi si è fatto finta di non vedere lasciando che gli interessi privati prevalessero su ogni regola e legge, imponendo le loro scelte alla comunità sciscianese. Oltre a non vedere, però, in qualche caso ci si è adoperati in modo attivo per favorire l’interesse privato a scapito di quello pubblico. E così con una procedura mai usata prima e con una celerità non prestata per la risoluzione dei problemi del paese, si è fatta una deroga al Piano Regolatore per favorire l’insediamento da parte di privati della clinica Villa Arianna, che nei circa dieci anni trascorsi “dall’“operazione” ha sempre suscitato la commozione e l’orgoglio del Sindaco ogni volta che ne ha spiegato l’utilità per i potenziali malati che vi dovrebbero essere assistiti e per i venti posti di lavoro destinati ai sciscianesi, che però sono ancora in attesa delle cure e del lavoro. Non si è mai spiegato, poi, com’è stato possibile che un terreno sottoposto a procedura fallimentare per il fallimento del proprietario imprenditore sia potuto tornare al figlio di quest’ultimo che vi ha anche impiantato una nuova attività. Infine, si è fatto si che i prezzi dei terreni agricoli a Scisciano raggiungessero quelli dei terreni edificabili poiché i proprietari, o i loro intermediari, vendevano assieme al terreno anche la promessa di ottenere la concessione per costruirvi abitazioni, cosa che in molti casi è avvenuta.
In materia di tutela ambientale e della salute dei cittadini, vi è stata una continua ostentazione di indifferenza e, tralasciando anche il caso delle gomme a S. Martino per il quale ormai non ci sono più parole per sottolinearne la gravità, vorrei solamente ricordare che i cittadini di Scisciano stanno ancora aspettando il regolamento per l’insediamento delle antenne radiofoniche solennemente promesso, da ultimo tre o quattro mesi fa in una seduta pubblica del Consiglio Comunale.
In termini di programmazione, basta fare un solo esempio per evidenziare l’estraneità di questo concetto alla maggioranza in carica : in tutti questi anni si sono spesi tanti soldi per la manutenzione per gli edifici scolastici di Scisciano, in gran parte obsoleti e non sicuri data la loro età, ma a nessuno è mai venuto in mente in quindici anni di programmare la realizzazione di un polo scolastico, eliminando la dispersione degli edifici sul territorio che ormai non ha ragion d’essere, da costruire con criteri moderni di efficienza e funzionalità e soprattutto in termini di sicurezza vista l’ubicazione del paese in zona sismica e alle falde del Vesuvio.
In conclusione, vi è stata un’abdicazione completa da parte del Comune ad esercitare quei poteri che ne giustificano l’esistenza quale Ente Locale : controllo e gestione del territorio, programmazione dello sviluppo, tutela e difesa degli interessi pubblici. Ripeto, si è avuta una gestione mirata esclusivamente all’ordinario, ma neanche in questo la maggioranza in carica ha brillato. Basti pensare al degrado in cui sono stati lasciati il campo sportivo e l’area della ex Vesuviana, i tanti anni occorsi per l’approvazione dei PIP, l’incapacità di completare il parcheggio comunale, forse l’ultima opera pubblica progettata dal Comune a favore della collettività, strade rifatte e che a causa del rifacimento sono divenute pericolose.

QUALE SARÀ L'ATTEGGIAMENTO DEL SUO PARTITO PER LE ELEZIONI COMUNALI DEL PROSSIMO ANNO?

Noi come Circolo di Rifondazione Comunista abbiamo sottoscritto un appello diffuso nel il paese rivolto a tutti coloro che condividono l'idea che ci debba essere una nuova vitalità e un profondo cambiamento nei metodi e nella sostanza dell'amministrare Scisciano, all'altezza delle sfide che i tempi di crisi e le trasformazioni della nostra area impongono. Un appello finalizzato alla creazione di uno schieramento che abbia come patrimonio culturale comune gli interessi collettivi, la trasparenza, la legalità, la solidarietà, la tutela dei beni comuni, e che possa candidarsi alla guida del paese sulla base di un programma chiaro e condiviso che tenga conto delle esigenze reali dei paese, con idee e progetti di sviluppo che diano un'identità effettiva al nostro Comune. Non un’ammucchiata, quindi, di tutti quelli che "stanno contro", ma una coalizione programmatica di coloro che sono "per", in cui le idee siano altrettanto importanti delle persone. Noi crediamo molto in questo progetto e metteremo tutto il nostro impegno perché possa concretizzarsi, senza volontà egemoniche o logiche partitiche, ma come persone che ritengono che a Scisciano ci debba essere un nuovo inizio, un nuovo futuro, un nuovo modo di amministrare.




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