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Scisciano: intervista al vicesindaco dr. Eduardo Nava
Di Scisciano Notizie · creato il 21/01/2013 13:56 · ultima modifica 21/01/2013 14:02 · vista 1698 volte · POLITICA · CAMPANIA


La Redazione di Scisciano Notizie attraverso il giornalista Raffaele Ariola ha intervistato Eduardo Nava vicesindaco di Scisciano con delega al Bilancio.

Dr. Nava Lei è indubbiamente l’espressione essenziale dell’iter amministrativo del nostro paese.

Non credo di meritare apprezzamenti tanto lusinghieri, se tale è quest’affermazione. In ogni caso ti ringrazio.
Forse, sono il segno, almeno così li interpreto, di un riconoscimento a quella buona politica e a quella buona amministrazione di cui tutti sentono grande bisogno in Italia e che negli anni con ruoli, responsabilità e funzioni diverse hanno ispirato le mia attività e quella di tanti amici e compagni di partito, associazioni, circoli, movimenti con i quali ho condiviso un percorso, si politico – amministrativo, ma anche culturale, sociale e ancora prima di amicizia, sempre saldamente ancorato ai valori e alle idee per le quali tanti anni fa scegliemmo di lottare, lavorare, impegnarci.
È capitato che, a volte, Eduardo Nava ne fosse l’espressione, rappresentandoli in alcune pubbliche funzioni.

Dr. Nava Le chiediamo un commento generale ed in particolare chiarimenti su due iniziative lodevoli: equitalia e bilancio partecipato?

Sono due importanti iniziative che in questi anni di lavoro come Assessore alle Finanze ho ritenuto di introdurre sempre condiviso e sostenuto dal Sindaco, dalla Giunta e dai Consiglieri di maggioranza.
Riguardo Equitalia rilevo che, con l’aggravarsi della crisi, in questi mesi, la cronaca ci ha informato di tanti comuni d’Italia che hanno scelto di “cacciare” Equitalia per la riscossione dei tributi, tanto che è stato coniato il nuovo termine e la nuova definizione di " comune deequitalizzato”.
La scelta di “cacciare” Equitalia il Comune di Scisciano l’ha fatta 4 anni fa, anni prima di tanti altri comuni italiani.
E questo ci fa dire che siamo tra i primi comuni “deequitalizzati” d’Italia, se non il primo.
Fu una scelta forte e coraggiosa e non mancavano incertezze e dubbi circa la buona riuscita dell’operazione.
Decidemmo di farla da subito, ad inizio consiliatura, “internalizzando” il servizio di riscossione e valorizzando le risorse umane interne che hanno risposto con vera professionalità e grande disponibilità verso i cittadini.
La comunità sciscianese, con questa scelta, ha risparmiato circa 40.000 euro all’anno, certamente una somma importante per le casse comunali soprattutto di questi tempi.
Ma la cosa che, anche di più, mi preme sottolineare è il migliorato rapporto tra il comune e i contribuenti che, in questi anni, si sono rivolti, con piena fiducia e serenità, agli uffici finanziari per informazioni, ragguagli, suggerimenti e spesso anche consulenze gratuite; momenti, anche di grandi difficoltà per tante famiglie, sono stati gestiti con umanità, comprensione, disponibilità, dialogo.
Siamo profondamente soddisfatti del lavoro svolto e lo percepiamo quotidianamente dalla fiducia e dal rispetto che i cittadini ci fanno sentire.
Anche la introduzione del bilancio partecipativo, prevedendo la possibilità di incontri con i cittadini, con le diverse associazioni e i partiti presenti sul territorio, con le istituzioni locali, con quelle scolastiche ecc. per la definizione del bilancio comunale, è stata una grande innovazione politica, una scelta di grande trasparenza amministrativa e di fondamentale importanza nel definire il rapporto dell’Amministrazione con i cittadini.
Una amministrazione che in piena autonomia decide di rendere pubblico e partecipato l’atto fondamentale di gestione, di allocazione delle risorse e di come vengono spesi i soldi dei cittadini lancia un messaggio forte di trasparenza, chiarezza, accessibilità, comprensibilità al paese, alle istituzioni locali, ai partiti, alle associazioni, alla comunità e a ogni singolo cittadino.
È quello che abbiamo voluto fare istituendo il Bilancio partecipativo lasciando un segno anche per il futuro.
È però fondamentale chiarire che le iniziative citate sono importanti ma non vanno disgiunte da tutte quelle numerose scelte di governo che abbiamo fatto in questi 4 anni e più. Ricordo solo che negli ultimi 3 anni, a fronte di tagli ai trasferimenti statali per oltre 400.000 euro, il comune di Scisciano non ha aumentato le tariffe TARSU (che restano notevolmente più basse rispetto alla stragrande maggioranza dei comuni), ha definito aliquote IMU anch’esse tra le più basse e nettamente inferiori alle aliquote massime previste dalla legge, ha mantenuto tra i livelli più bassi l’addizionale IRPEF, non ha aumentato il ticket mensa per la scuola materna, non ha introdotto ticket per il trasporto scolastico che è interamente gratuito, ha ridotto significativamente le spese del personale comunale aumentando la produttività di quelli in servizio, ha invertito il trend riducendo la spesa corrente, ha riorganizzato alcune funzioni e servizi comunali (ufficio urbanistico, gestione cimitero, gestione servizio raccolta rifiuti), ha lavorato costantemente per il recupero delle imposte e tasse evase, ha una spesa per il servizio raccolta rifiuti anch’essa molto ridotta rispetto ad altri comuni anche molto vicini, ha dato priorità di spesa ai servizi scolastici, alle politiche sociali e, più in generale, ai servizi ai cittadini, ha finanziato il piano regolatore in itinere e cofinanziato opere pubbliche come il campo sportivo e altre e potrei continuare visto che l’elenco non è esaustivo.
Tutto questo tenendo costantemente presente gli equilibri di bilancio sempre riconosciuti dal Revisore dei Conti e il rispetto del patto di stabilità che abbiamo regolarmente raggiunto.

Lei ancora minorenne iniziò la sua attività politica con un apprezzato discorso in San Martino quando imperava il grande Peppino Ariola.
Crede che‘ quest’uomo perbene dalle grandi idee al servizio dei più deboli’ debba avere il giusto, concreto riconoscimento dal nostro Comune?

Constato con piacere che si ricordi un momento importante del mio impegno politico. Gli appunti di quel discorso proprio recentemente li ho ritrovati tra le mie carte insieme a tante altre che, ordinate, potranno fornire uno spaccato di circa 40 anni di vita politica e amministrativa della nostra comunità.
Da allora tutto, o quasi, è cambiato.
Quella era una politica con radici forti nella società italiana e nelle comunità locali, figlia dei grandi partiti popolari e di massa che avevano costruito e ricostruito l’Italia.
Grandi partiti coma la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista, il Partito Socialista e gli altri partiti democratici per tanti decenni, prima di “smarrirsi”, hanno guidato e accompagnato gli italiani verso una condizione di sviluppo e di vita che mai si erano viste nei secoli precedenti.
Peppino Ariola certamente fu figlio e protagonista di quella stagione politica e di quei partiti.
Per tanti anni Sindaco di Scisciano, attivista e leader politico per quasi 50 anni, Peppino Ariola è stato un grande rappresentante del Partito Socialista, un politico onesto, un uomo per bene, una figura limpida, autorevole, rispettata, riconosciuta ai livelli più alti in quegli anni.
Un Sindaco coraggioso, onesto e accorto come già ebbi a definirlo commemorandolo in piazza, il giorno del suo funerale.
Senza dubbio la figura politica più significativa che Scisciano ha espresso nel ‘900 e non solo.
Alla tua domanda non posso rispondere che è senz’altro in debito con la comunità sciscianese che da lui ha avuto molto più di quanto gli ha poi riconosciuto.
Di uomini come Peppino Ariola e dei grandi partiti dai grandi ideali che li hanno espressi, oggi (più che mai in queste giornate che definirei “batmaniane”) se ne avverte più forte che mai la necessità.
E se i partiti, anzi quel poco che ne resta, non saranno capaci di ritrovare forza ed energia ritornando a quelle radici e non faranno emergere dirigenti sempre più ispirati da quei principi di onestà, correttezza, civismo, moralità e tutto questo cammini con la capacità di gestire società complesse e avanzate in un mondo che diventa sempre più piccolo e difficile, questa Italia veramente non riuscirà a mantenere e ad assicurare alle generazioni più giovani quelle condizioni di vita che con grandi sacrifici furono costruite nei primi decenni del dopoguerra da quelle classi dirigenti alle quali certamente apparteneva Peppino Ariola.

Domanda di rito: le elezioni. Per favore non si nasconda!

Spero che con le prossime elezioni continui ad affermarsi una classe dirigente sempre più consapevole dei compiti, delle responsabilità e delle difficoltà che quotidianamente si dovranno affrontare per assicurare una buona amministrazione. Gli anni che ci aspettano saranno ancora più difficili, con risorse sempre più limitate e, realisticamente, sarà ancora più faticoso soddisfare le attese e le esigenze dei cittadini. Sempre più si dovrà ricorrere alle imposizioni locali per garantire ed assicurare servizi fondamentali (scuole, trasporti, ambiente e rsu, viabilità, politiche sociali, attività culturali e sportive, manutenzioni, personale, opere pubbliche ecc.), visto che già i primi dispositivi applicativi del più generale disegno di federalismo fiscale, i tagli significativi dei trasferimenti agli enti locali a seguito dei diversi provvedimenti di politica economica (ultimo il “salvaitalia”), pongono rilevanti problemi organizzativi, operativi e di copertura finanziaria dei servizi e della attività che il comune dovrà, in ogni caso, garantire.
Scelte delicate e difficili si impongono e le amministrazioni locali dovranno ridefinire ruolo, compiti e rapporto con i cittadini ai quali, sempre di più, direttamente, dovranno chiedere le risorse per garantire servizi.
Questo è il contesto nel quale ormai operano i comuni e le taumaturgiche proposte, immediatamente risolutive di tutti i problemi, che già si ascoltano, debbono far riflettere.
Consiglierei di rifuggire da facili ottimismi e demagogiche proposizioni che in questi anni, ai vari livelli, abbiamo ampiamente sperimentato quanto di negativo hanno prodotto.
Auspico, invece, che partiti, movimenti, gruppi e liberi cittadini concorrano alla selezione di una classe dirigente che in piena libertà si possa proporre al paese per competenza, serietà, onestà, civismo, buona volontà e spirito di servizio.
Con tutti i limiti che caratterizzano ciascuno di noi, non credo che gli uomini con i quali ho lavorato in questi cinque anni di amministrazione non avessero queste qualità.
Detto questo ricordiamo che le elezioni, con il ritorno, al corpo elettorale sono sempre un momento rigenerante e di ridefinizione del mandato, dei compiti e degli uomini che li devono assolvere.
L’amministrazione uscente non potrà ricandidare il Sindaco, dr. Patrizio Napolitano, che in questi anni l’ha guidata e rappresentata.
Già solo questo fatto produrrà forti cambiamenti perché la personalità e la figura del sindaco per il ruolo che svolge è tale da caratterizzare l’intera amministrazione.
Non sappiamo se, chi intende sostituirlo, sarà altrettanto capace di raccogliere il grande consenso che il sindaco Napolitano ha portato in dote alla amministrazione in carica e nemmeno sappiamo se riuscirà a godere dell’ampia stima e del diffuso credito di cui gode Patrizio.
Ma è questione di pochi mesi….




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