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I tagli all'istruzione: la necessità di mobilitarsi anche a Pordenone
Di GAP Pordenone · creato il 24/01/2013 23:42 · vista 1313 volte · SCUOLA · FRIULI VENEZIA GIULIA


In modo ostinatamente miope, in ogni crisi economica, c'è il momento del “taglio”. Vista la profondità della crisi che stiamo vivendo era lecito aspettarsi tagli al welfare più che consistenti e così è stato. I tagli sono “ostinati”, sembra infatti che le classi dirigenti e la finanza non imparino mai dalle esperienze passate: quando mai i tagli al welfare hanno coinciso con una ripresa dell'economia? Mai. Ed è qui infatti che si inserisce l'elemento “miope” dei tagli, è infatti impensabile anche solo azzardare per l'ennesima volta che sarà l'austerità a determinare un impennata nella produzione e nei consumi, semmai il contrario. La miopia nella visione dell'economia delle classi dirigenti è tutt'altro che congiunturale, si tratta infatti di un piano ben preciso ed architettato che punta all'annientamento dello stato sociale. Un ruolo fondamentale in tutto ciò lo gioca l'istruzione che dovrebbe essere la pietra angolare su cui si fonda un paese civile ed invece ormai da più di 15 anni, in Italia, le casse del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca sono diventate vittima di saccheggio di tutti i governi fin qui alternatisi.

Non serve andare lontano per individuare evidenti mancanze nel nostro sistema scolastico, nel “ricco e benestante” nord-est, e anche nella nostra Pordenone, gli effetti devastanti di tali politiche di completo abbandono delle scuole si fanno notare in modo letteralmente evidente: potremmo citare gli infiniti casi di pessima manutenzione delle strutture e della mancanza di attenzione ai problemi dell'edilizia; potremo fare l'esempio del cancello crollato addosso al ragazzo in una scuola di Maniago nell'ottobre scorso o il crollo del tetto nella scuola elementare di Cordenons a pochi giorni dall'inizio delle lezioni fino agli infiniti problemi del nuovo edificio del Flora, privo di cucine per l'indirizzo alberghiero e dalle coperture isolanti scollatesi a pochi mesi dalla fine dei lavori, e la scarsa efficienza dei laboratori degli istituti professionali in genere.

Al Grigoletti il collegio docenti si è visto costretto a bloccare l'intero piano gite: negli ultimi anni infatti gli insegnanti hanno prestato letteralmente volontariato nell'accompagnare i ragazzi nelle gite, anche all'estero, assumendosi tutta la responsabilità legale soprattutto dei minori e ricevendo rimborsi e diarie irrisorie rispetto al costo a carico dello stesso insengante.

L'attività del Collettivo Arrigoni (nato nel settembre scorso e dedicato all'attivista italiano ammazzato in Palestina nell'aprile 2011) si concentra soprattutto sulle lotte riguardanti la difesa della scuola pubblica. Già il 12 ottobre scorso il collettivo organizza una manifestazione seguita da un corteo di 250 studenti per ribadire il proprio dissenso nei confronti della riforma profumo e del disegno di legge Aprea che avrebbe visto fiminuire la rappresentanza studentesca nei consigli d'istituto e inserendo dei privati nello stesso conferendo grossi poteri ai dirigenti, esautorando di fatto gli organi collegiali dalle proprie funzioni democratiche. La protesta si è svolta in concomitanza con le manifestazioni tenute in tutta italia e si è conclusa con un incontro di una delegazione di studenti col prefetto al quale sono state portate le istanze del mondo della scuola.

Il collettivo è ora impegnato proprio in questo periodo nell'organizzazione di alcune commissioni che indaghino in presenza di un pubblico ufficiale sullo stato dell'edilizia scolastica nel pordenonese evidenziando fatiscenze o strutture eventualmente mancanti. Inoltre è nei piani dell'organizzazione studentesca convogliare tutte le attività di lotta e di approfondimento politico e culturale svolte da settembre fino ad ora in un grande evento pubblico, un SocialLab. L'impresa è ardua e le risorse sono scarse ma un anno di lotte vale la pena di essere suggellato da un evento che unisca musica all'aperto, dibattiti e conferenze.

L'esigenza più grande di ogni movimento studentesco rimane però la necessità di approdare a un livello di rappresentanza politica e di unità e coordinamento delle lotte per non lasciare allo spontaneismo (che porta dopo il culmine delle lotte allo scioglimento stesso dei movimenti) gli eventi e concorrere alla maturazione di un movimento unitario degli studenti capace di critica ma anche di elaborazione teorica e messa in pratica dei principi di una nuova scuola, funzionale, di qualità e soprattutto democratica e partecipata in tutti i suoi processi.

Implementiamo e radicalizziamo il conflitto! La conoscenza e la preparazione siano il faro in grado di condurci fuori dalla crisi e approdare a una nuova società!

Giacomo Babuin




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