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Ricreare il conflitto nei luoghi di lavoro
Di Marco Paparella · creato il 17/08/2012 23:32 · vista 1020 volte · CONFLITTI · ITALIA


Negli ultimi anni ed ancor più negli ultimi mesi abbiamo assistito a brutali attacchi al mondo del lavoro,ai contratti,alla difesa del posto,alle tutele sindacali,sociali ed ambientali che sono riusciti a distruggere un elevato sistema di previdenza sociale e di protezione di lavoro e lavoratori che era stato conquistato duramente nella prima metà degli anni Settanta dopo quasi trent'anni di battaglie da parte delle classi lavoratrici che erano costati morti,feriti,licenziamenti e repressioni indiscriminata grazie alla Digos di Scelba e dei suoi futuri scagnozzi.L'ondata reazionaria e conservatrice parte fin dal 1977-78 che comincia a portare nuovi sacrifici sulle spalle dei lavoratori,prosegue nel 1984 con l'attacco alla Scala Mobile di Craxi,nel 1992-93 con la finanziaria massacrante di Amato e nel 1995 con la riforma delle pensioni di Dini per finire negli ultimi anni alla nascita della Legge 30 e all'ultima distruzione dell'Articolo 18,che distrugge lo Statuto dei Lavoratori nato nel 1970. Non è che in questi trent'anni e passa i lavoratori abbiano subito impassibili questi attacchi al loro stato sociale ed anzi varie volte ci sono stati forti momenti di protesta ma dagli anni Ottanta-con la celebre sconfitta alla Fiat e la vittoria della classe padronale-ogni lotta è stata quasi sempre vista come una sfida di difesa del posto di lavoro o di un diritto sociale persa in partenza,con la conseguente disillusione e abbandono della lotta da parte dei lavoratori che hanno spesso subito impassibili la terribile deindustrializzazione degli anni Ottanta-Novanta che ha portato alla scomparsa di imprese che davano lavoro a milioni di operai ed avevano una grande valenza nazionale ed internazionale.Il raffreddamento del conflitto sociale nato con i compromessi storici ed i Governi di solidarietà nazionale del Pci sotto la segreteria di Berlinguer,il conseguente affievolimento combattivo e i primi compromessi con la borghesia del più grande Partito comunista che mai è stato al Governo hanno portato al grande riflusso della classe lavoratrice che comunque aveva sempre dato vita al pensiero della rivoluzione e del cambiamento sociale ed hanno reso facile la vita al contrattacco padronale che puntava a garantire per se stesso il massimo profitto senza tenere quasi più conto dell'effettiva ricchezza prodotta tramite il lavoro degli operai.L'azienda non è più dove il lavoratore militante produce e s'adopera per riuscire anche politicamente e preparando il terreno favorevole per il conflitto di classe ma rimane un luogo dove passare otto ore della giornata se va bene prima di tornare a casa senza alcuna prospettiva per il futuro. Questa disillusione politica è dettata non solo dalle sconfitte ma da come ho detto dal riflusso politico nato dalla fine degli anni Settanta e con la fine del Pci nel 1991 che ha dettato l'allontanamento della classe lavoratrice dalla politica attiva.Il simbolo della politica attiva che entrava nell'azienda era la sezione del Partito comunista,cioè il Partito che si poneva come ideali la difesa della classe lavoratrice e l'azione per il suo trionfo.Con il reflusso politico anche nelle aziende è venuto meno il lavoro politico e ciò ha determinato una perdita della propria coscienza e forza come classe da parte dei lavoratori che hanno pensato spesso non più a fare fronte comune contro i padroni ma a litigare tra loro perchè i propri interessi si scontravano,creando una guerra tra poveri che mentre peggiora la crisi economica degli ultimi anni questa non fa che aumentare. Il maggior Partito comunista del Paese-Rifondazione Comunista che ha 40.000 iscritti e 1.200 sedi sparse su tutto il territorio nazionale-dovrebbe unirsi con le altre forze della sinistra comunista e anticapitalista ponendosi a capo di un fronte d'alternativa ma creare l'unità è difficile per vecchi rancori e per come diceva Lenin tra molti comunisti si annida l'estremismo,malattia infantile del comunismo.E dato che i comunisti hanno come primo punto d'unità la classe lavoratrice come testimonia il simbolo della falce e del martello,perchè un'unità d'intenti e d'azione non si prova a ritrovare nuovamente nelle aziende e nelle fabbriche?Quest'unità tra comunisti dovrebbe nascere non solo per ridare al Paese e al movimento comunista internazionale quel Partito di lotta di cui si sente fortemente il bisogno ma lo scopo principale sarebbe ridare nuova linfa vitale a tutti i lavoratori che ancora vogliono e sentono il bisogno di cambiare lo stato di cose presenti nel futuro e di salvare il posto di lavoro e i propri diritti nel presente.La pace sociale che è stata propagata per tanti anni non era altro che uno strumento nelle mani della classe padronale per anestetizzare il conflitto sociale che poteva svilupparsi nei luoghi di lavoro e quindi minare profitti e privilegi delle classi dominanti.L'unità d'intenti che tutti i lavoratori devono ritrovare-abbandonando egoismi e provincialismi-deve essere guidata dai comunisti che si devono riunire tra di loro in una nuova casa madre che solo Rifondazione Comunista-per la sua storia,la sua importanza ed il suo radicamento sul territorio-è in grado di poter offrire.La radicalità portata avanti dal Prc ha dimostrato recentemente-per la SigmaTau ad Ardea,nel porto di Livorno,nelle fabbriche in lotta in provincia di Venezia-che quando i lavoratori sono sostenuti dai comunisti nella difesa del posto di lavoro ed essi conseguono la vittoria,l'impegno del Partito viene premiato con la creazione di sezioni nei luoghi di lavoro e con adesioni alla causa comunista.Penso che questo sia ciò che si debba fare per fermare il massacro del mondo del lavoro e rilanciare fortemente la costruzione di un Partito comunista di massa e di lotta.



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