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Crisi della politica come crisi dell'ideale
Di Marco Paparella · creato il 26/06/2012 10:55 · vista 937 volte · POLITICA · ITALIA


In un'epoca di crisi non solo economica ma anche sociale e politica sembra sempre più difficile per chi crede in un cambiamento del sistema poter smuovere il popolo a rifiutare le politiche attuali e a proporre una concreta alternativa perchè gli ultimi vent'anni di avanzamento del capitalismo,abbandono di militanza e rifugio nell'egoismo hanno ammalato gravemente lo spirito d'iniziativa di ciascuno.L'essersi convinti in qualche modo che non ci sono possibilità di "abolire lo stato di cose presente"-come diceva Marx-ha portato ogni singolo cittadino a rifiutare forme di politica partecipata e su tutti i fronti e a rifugiarsi in comitati o in associazioni che si occupano solamente di singoli temi.Certamente è importante e da accettare l'impegno di quelle persone che utilizzano parte del loro tempo per dedicarsi a qualcosa d'importante per la comunità nella quale credono fermamente sapendo di non ottenere alcun guadagno materiale,ma per chi possiede un'idea molto più vasta di cambiamento e rivoluzione della società non può certo ritirarsi e dedicare tutta la propria attività ai singoli campi.Ultimamente con il boom di liste civiche e quant'altro si è tornati a parlare della politica dei cittadini contro i poteri forti e la politica e questo spirito qualunquista è cavalcato da un sempre maggior numero di persone che fin da Tangentopoli si sono convinte che la politica è una cosa sporca e che ruba,soprattutto se data in mano ai partiti.Il crollo di un'ideologia portante o anche solo di una fiducia nel futuro ha determinato uno svuotamento dello spirito di ogni singolo individuo e ne hanno contagiato la mente rendendolo assuefatto e sottomesso a tutti i luoghi comuni o a qualunque comando che imperi in televisione. Non mi trovo d'accordo con i pensieri comuni come questi che da qualche tempo sento rimbombare in ogni luogo,in ogni canale e in ogni giornale che segua la corrente e non pensa o da notizie mai con la propria testa.Mi arrabbio quanto sento urlare ormai come se fosse un comandamento "la politica fa schifo" o "politici tutti a casa" perchè sono frasi di circostanza che vogliono dire tutto e nulla.La cosa tanto bassa e triste è che la gente ormai non critica più l'azione economica e sociale che tal Governo sta attuando oppure la strategia politica che il Partito sta attuando,ma la politica in sè proprio come sistema della nostra società rendendo capri espiatori dei problemi di questo Paese i partiti in primo luogo,visti solamente come delle macchine per rubare i soldi ai cittadini.E' vero che già nel 1981 Berlinguer diceva che "i partiti sono diventati delle macchine di potere" ma affermava anche che "noi(comunisti)non abbiamo perso la voglia" di lottare per un mondo diverso nel quale la politica sia il punto fondamentale della democrazia con al centro l'unione tra Partito-visto come uno strumento di potere della massa-e comunità.Sono d'accordo nel criticare questo sistema politico con i partiti attuali che sembrano diventati dei puri cartelli elettorali e dei ritrovi per imprenditori o truffatori ma ciò è dato dall'omologazione in questi anni di tutte le forze politiche che ne hanno determinato in ognuno infiltrazioni o vere e proprie invasioni di soggetti estranei al far politica ma desiderosi solo di potere personale.In quei pochi soggetti politici dove è rimasta un'idea di alternativa e di visione per il futuro che non s'è genuflessa ai poteri di padroni e truffatori e s'è sempre mantenuta quanto mai coerente e fedele alla sua idea d'azione(aldilà del singolo tatticismo elettorale),essi sono stati sostanzialmente non condizionati dal sistema comune ed hanno mantenuto integra la propria base e la propria struttura di uomini e mezzi di Partito come associazione e riunione di più persone volte all'obbiettivo comune molto più vasto.Poichè se si rischia di cadere sul localismo,sul semplicismo o sul dettaglio in un momento storico come quello attuale dove la crisi morde il mondo dominante di una volta e gli Stati puntano a far pagare il prezzo alle masse e non all'elitè di ricchi e padroni,il non comprendere la situazione che si sta vivendo potrebbe rappresentare un serio punto di sconfitta e di frustrazione per troppe persone.



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