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Antipolitica: sull'astensione dal voto
Di http://prcmeilogu.blogspot.com · creato il 20/01/2012 17:59 · ultima modifica 21/01/2012 13:54 · vista 1319 volte · POLITICA · SARDEGNA


Il senso comune ci fa percipire la politica nel suo insieme come un qualcosa che ci nega ciò che ci spetta. L'equazione "politica uguale casta" è ormai diffusissima anche se incompleta (la casta va ben oltre la politica ufficiale).
Ovviamente non neghiamo che i partiti politici (compreso il nostro, in passato ben accomodato al Governo) ce l'abbiano messa tutta ad essere percepiti come lo sono oggi. Risulta perciò facile per molti di noi (studenti, lavoratori, disoccupati, precari) portare avanti forme di lotta che rischiano di mettere a repentaglio la possibile elezione di loro uomini. Vogliamo però chiedere: siamo sicuri che sia la strada giusta? Proviamo a rispondere.
Per prima cosa l'appello "non bisonzat andare a votare!" e la minaccia di "consegnare le schede elettorali" rischiano di rimanere lettera morta, poiché anche con una bassa affluenza alle urne si determineranno maggioranze e governi (e caste). Perchè qualcun'altro voterà al posto nostro.
In secondo luogo ci pare che rinunciare al voto sia una reazione certamente onesta, ma insufficiente. Nasce da una delusione rispetto alle promesse portate avanti in campagna elettorale dai diversi personaggi. Noi non ci dobbiamo illudere, e per questo ai deficit del meccanismo della delega non ci pare opportuno reagire abdicando totalmente al nostro diritto di scegliere.
Da una parte, infatti, i partiti non sono tutti uguali: almeno sulla carta la sinistra dovrebbere difendere i lavoratori e le classi subalterne. D'altra parte, se vogliamo che a sinistra regni la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, non dobbiamo limitarci a votare qualche uomo della provvidenza. Dobbiamo vigilare, partecipare e costringere chi al momento ci rappresenta a fare quel che la sinistra deve fare.
Per questo dobbiamo riprenderci i nostri spazi e fare di Rifondazione non un vuoto simbolo elettorale, ma l'organizzazione cosciente e collettiva delle nostre rivendicazioni. Iniziando da Thiesi e dal Meilogu, partendo dalla difesa dei nostri diritti nel nostro territorio per arrivare a trasformare tutta la società.



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