Immagine di profilo di Manifesto
Altre Notizie dell'utente


Flaskô, una fabbrica occupata
Dal «controllo operaio» alla richiesta di statalizzazione, contestando la formazione di una cooperativa per rilevare lo stabilimento. Visita a un'azienda che, di fronte alla delocalizzazione, ha...



L'amore per le banche
NUOVA FINANZA PUBBLICASembra proprio che i governanti non possano desistere dall'aiutare le banche con i soldi pubblici, e l'avvicinarsi di San Valentino aumenta questo fervore. A fine gennaio,...



Un messaggio da "Romnyahu"
Nel suo recente attacco di intelligenza Mitt Romney ha detto che «i palestinesi» vogliono distruggere Israele. Per lui il conflitto mediorientale non ha alcuna soluzione. Proprio come sostiene...



ESPROPRIARLA E AFFIDARLA AI LAVORATORI
Colpisce non tanto il diffuso plauso che si respira a sinistra verso la sentenza sull'Ilva, ma l'atteggiamento subalterno verso la proprietà che l'intera vicenda rivela. Lo dico non dal versante di...



L'Europa col fiato sospeso: rischio di un default incontrollato
Sul tavolo debiti per oltre 206 miliardi. Soglia di adesione minima del 75%. Il governo punta al 90Stasera alle 21 si chiude lo swap greco su 206 miliardi di euro di obbligazioni detenute da...



Resistenza femminile, un filo rosso globale
«L'EREDITÀ DI ANTIGONE» DI RICCARDO MICHELUCCIAUn libro edito da Odoya che narra, in dieci storie, esistenze di donne coraggiose. Ritratti di Mairéad Farrell, Norma Parenti e Sophie Scholl«Si...



Scalfari e i civici con Monti
C'è lista civica e lista civica. C'è la civica modello Emiliano, nel senso di sindaco di Bari, fatta «solo se Bersani me lo chiede»; quella modello Alba, nel senso di Alleanza lavoro benicomuni...



Sciopero generale alle Poste contro privatizzazione e tagli
«Non si può pensare solo al profitto, tagliando i servizi essenziali e la forza lavoro, cioè noi». La manifestante al presidio fiorentino di via Pellicceria – un migliaio di partecipanti – dà voce...



Sfere di luce proiettate nel futuro
«La sfuriata di Bet» di Christian Frascella per Einaudi Tra rivolta e sconfitta, romanzo amaro di una generazione che non si rassegna a una vita senza qualitàBet è una ragazza che vive a Barriera...



Dete­nuto si impicca, alcune guardie lo insultano su facebook
Il dete­nuto Ioan Gabriel Bar­buta, 39 anni, rumeno, una con­danna defi­ni­tiva all’ergastolo per omi­ci­dio, dome­nica scorsa ha deciso di met­tere fine alla sua esi­stenza. Si è impic­cato in cella...



Dopo la Cirenaica anche anche il Fezzan se ne va?
Di Manifesto · creato il 09/03/2012 18:45 · vista 585 volte · POLITICA · ITALIA


Il leader del Cnt Abdel Jalil parla di «cospirazione» e minaccia «l'uso della forza» Dopo la Cirenaica tre giorni fa, il Fezzan. Ieri il quotidiano algerino Le Temps d'Algerie ha scritto che Abdelmadjid Sefi al Nasr, pur essendo membro del Consiglio nazionale di transizione guidato da Mustafa Abdel Jalil, «nei prossimi giorni» annuncerà la separazione della terza regione storica dalla Libia e la sua costituzione come Stati indipendente. La «nuova Libia» rischia di andare in pezzi. Due giorni dopo, l'annuncio venuto da Bengasi, della proclamazione di una regione (se non proprio, ancora, di uno Stato) semi-autonoma da Tripoli e dalla Tripolitania, con sotto terra i due terzi del petrolio. Abdel Jalil, in un discorso alla tv statale, ha lanciato accuse contro «gli infiltrati e i fedelissimi dell'ex-regime» che starebbero tentando di «utilizzare» i cirenaici in quello che ha definito «l'inizio di una cospirazione», interna, araba e internazionale contro la nuova Libia Il leader del Cnt ha minacciato anche l'uso «della forza». Immediata la risposta da Bengasi. Ahmed al-Zubair al Senussi, anche lui membro del Cnt e pronipote di re Idriss deposto da Gheddafi nel '69, forte della sua fresca nomina a capo del Consiglio federale di Barqa (il nome arabo della Cirenaica), ha detto che la decisione di dichiararsi regione (semi)autonoma è «definitiva e irreversibile». In una intervista all'agenzia di stampa tedesca Dpa ha respinto «l'appello al dialogo» volto a rinunciare alla «dichiarazione di Barqa» in cambio della garanzia di una «regione federale». Quello scleto è «un sistema che garantisce che la nostra regione non verrà nuovamente marginalizzata». In quanto alla minaccia dell'uso della forza ventilata da Abdel Jalil, la risposta di al Senussi è stata sprezzante: «Se ha la forza, lasciategliela usare» ma «lui non ha davvero la forza per controllare quello che sta avvenendo a Tripoli o nelle zone occidentali dove si verificano gli scontri tribali». Ha anche negato - ovvio - che la decisione della Cirenaica sia legata al controllo del petrolio della regione. «Il petrolio è per i libici. Non vogliamo controllarlo». di S.D.Q.



Chi siamo | Contatti | Come Funziona | Condizioni | Privacy | RSS | Webmaster Luciano Ferraro
MioGiornale.com © 2011