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L'Europa col fiato sospeso: rischio di un default incontrollato
Di Manifesto · creato il 08/03/2012 17:15 · vista 1051 volte · POLITICA · ITALIA


Sul tavolo debiti per oltre 206 miliardi. Soglia di adesione minima del 75%. Il governo punta al 90 Stasera alle 21 si chiude lo swap greco su 206 miliardi di euro di obbligazioni detenute da investitori privati istituzionali e piccoli risparmiatori ne posseggono per 18 miliardi. Due giorni fa è stato emesso un comunicato nel quale l'Agenzia di gestione del debito pubblico greco ha ribadito che Atene «non ha la disponibilità di fondi per effettuare i pagamenti ai creditori del settore privato che si rifiutano di partecipare» al concambio con sconto dei bond. La minaccia sembra rivolta al 14% degli investitori che possiedono titoli greci emessi ai sensi del diritto internazionale. Ma anche al restante 86%, che possiedono obbligazioni sotto la legge greca. Nello stesso comunicato Atene avverte che la Grecia intende utilizzare la clausola di azione collettiva (Cac) per far diventare vincolante lo swap (cioè lo scambio) per qualsiasi obbligazionista. Questo significa che se le adesioni allo swap dovessero essere sotto il 75%, scatterebbe il default disordinato. Sopra questa cifra invece - il 75 e il 90 per cento - scatterebbe, invece, un default ordinato che non dovrebbe comportare il rimborso dei Cds. L'obiettivo di Atene è di un 90% di adesioni. Sotto questa soglia e fino a quella del 75% il governo greco potrebbe o meno far scattare le Cac e cioè l'adesione forzata di tutti i creditori privati all'intesa. Ma scatterebbero però anche i credit default swap, cioè gli investitori potrebbe pretende il pagamento dell'intera somma dalle società (soprattutto banche) che hanno assicurato l'investimento a costi altissimi. Insomma, se lo swap arriva al 90% non scattano le clausole in automatico perché lo scambio è considerato volontario. Se il concambio arriva tra il 75% e il 90% delle quote spetta ad Atene in accordo con la troika decide cosa fare. Non partecipare all'offerta di scambio del governo Greco potrebbe offrire la possibilità di essere ripagati interamente e questo avverrebbe se il 90% di partecipazione allo scambio venisse raggiunto e dunque l'applicazione della clausole collettiva non avvenisse. A poche ore dalla scadenza le adesioni, secondo quanto comunicato da Bloomberg,sarebbero pari al 58% grazie alla partecipazione di gran parte dei fondi pensione greci. Adesioni che si sommano a quasi il 41% di oltre trenta grandi istituti. Tuttavia c'è parecchia suspance e secondo la banca tedesca per lo sviluppo Kfw, di propietà dello Stato federale, i segni colti finora sul mercato finanziario internazionale lasciano presagire che i privati non parteciperanno in misura sufficiente allo swap del debito greco, aprendo di fatto la strada al default. A dichiararlo è stato Ulrich Schroeder, presidente della banca creata nel 1948 all'interno del Piano Marshall che rispondendo a una domanda ha sostenuto che «cosa succederebbe in caso di un'insolvenza incontrollata, non lo sa nessuno». Per conto suo la Kfw - che ha ridotto da 250 a 40 milioni di euro il valore di titoli greci posseduti - ha già annunciato il suo sì allo swap del debito ellenico. di Roberto Tesi



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