Immagine di profilo di Manifesto
Altre Notizie dell'utente


Grillo e la scrofa. Alza i toni eprende il centro della scena
Dopo aver definito i sostenitori del Sì al referendum come «i serial killer dei nostri figli», Beppe Grillo ieri ha alzato la posta e si è lanciato in un’allegoria destinata a lasciare il segno:...



Sull'art. 18 si abbatte la fiducia
Il governo impone l'«aut aut» sul ddl Fornero e il Senato dice sì. A larga maggioranza Contrarie Cgil e Fiom, che scendono in piazza. No di Idv e sinistra: unica risorsa i volantiniIl ddl lavoro...



Grande attesa a mani disgiunte
LOMBARDIA Cresce l'ansia per il risultato in bilico tra il possibile exploit grillino e la caccia spasmodica al voto utileMatteo Renzi sale a Milano per sostenere Ambrosoli e fa appello anche a...



Così la scuola ha vinto tre volte
BOLOGNA Il referendum ha rilanciato l'art. 33 della CostituzioneLa vittoria conseguita dal comitato referendario della città di Bologna è netta. Il 59% dei votanti contro il 37%, scegliendo...



Manovra elettorale da 26,5 miliardi. Piatto forte per le imprese
«Questa è una sede istituzionale, quindi non parlerò di referendum», spiega il presidente del consiglio Matteo Renzi illustrando in conferenza stampa a Palazzo Chigi la legge di Bilancio 2017. Ma in...



Vendola: «Torniamo alla civiltà del lavoro»
Capodarco/ IL FORUM ANTI-CERNOBBIO DI SBILANCIAMOCI! Oltre 400 persone hanno accolto il presidente della regione Puglia Nichi Vendola al X Forum di Sbilanciamoci! in corso a Capodarco...



Balena gialla il ritorno
Il Giappone torna a votare: il premier Noda scioglie la Camera e convoca elezioni anticipate. Liberaldemocratici ed estrema destra favoriti. E la Confidustria esulta: scelta antinucleare a...



Codice identificativo, la trasparenza fa paura
SOPRA LA DIVISA LEGGE SUL RICONOSCIMENTO DEGLI AGENTIIl Pd rompe il fronte del no. Andrea Orlando: «Si discuta con i sindacati, riforma necessaria»Promettono indagini serie e «rigorose» sul...



Le mappe cinesi di un potere imperiale
Può una nazione entrata nell’era «dell’ambizione» – una tra le tante epo­che della sua mil­le­na­ria sto­ria — svi­lup­parsi in modo paci­fico, senza entrare in con­tra­sto con altri paesi nella sua...



Povertà, l’Italia ha rinunciato a combatterla
Domani, 17 ottobre, è la giornata mondiale per l’eliminazione della povertà, istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite. Povertà e disuguaglianze sono oggi i principali problemi del nostro Paese e del...



Pyongyang: altro lancio di missili. Seul fa un favore a Pechino e blocca il Thaad
Di Manifesto · creato il 09/06/2017 11:15 · vista 217 volte · POLITICA · ITALIA


Crisi coreana. Pechino aveva impostato tutti i suoi avvicinamenti a Pyongyang, sottolineando sempre come una soluzione non poteva che essere generale, prevedendo dunque un disimpegno nucleare da parte della Corea del Nord, unitamente alla rinuncia del dispiegamento del Thaad da parte degli Usa in Corea del Sud Dopo che il neo presidente sud coreano Moon Jae-in aveva sostanzialmente bloccato lo sviluppo del Thaad, il sistema di difesa missilistico piazzato dagli Usa in Corea del sud, Kim Jong-un ha effettuato un altro lancio di missili, in risposta alle recenti nuove sanzioni delle Nazioni unite e in disprezzo di una situazione che dopo la decisione di Seul sembrava volgere al meglio. A QUESTO PUNTO è lecito un po’ per tutti chiedersi a cosa miri Kim, in queste reiterate dimostrazioni di forza e di esuberanza, anche di fronte a uno scenario che pare poter mutare. La scelta di Moon, coerente con quanto detto in campagna elettorale a proposito della possibilità di «dire dei no» a Washington, è chiaramente un segnale molto rilevante nei confronti tanto della Cina quanto della Corea del Nord. DI FRONTE AL NUOVO LANCIO di Pyongyang, però, il neo presidente sud coreano ha nuovamente chiesto una riunione del consiglio di sicurezza dell’Onu. Trump è impegnato in serie questioni interne e non si è fatto sentire, mentre Pechino ha reagito a entrambi gli eventi. A proposito del lancio multiplo di missili anti-nave fatto ieri dalla Corea del Nord, la portavoce del ministero degli esteri cinese Hua Chunying, ha commentato che «nelle attuali circostanze i paesi preoccupati non dovrebbero provocarsi l’un l’altro o fare azioni che facciano salire la tensione. Tutti dovrebbero fare sforzi congiunti e lavorare alla stabilità della regione», aggiungendo che «le risoluzioni Onu vietano lo sviluppo di tecnologie missilistiche e le relative attività». ANCHE IL CONSIGLIO UE si è schierato contro questo genere di attività aggiungendo 14 persone e 4 entità all’elenco delle persone e delle entità soggette a congelamento dei beni e a restrizioni di viaggio, recependo così la risoluzione 2.356 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. La risoluzione è stata adottata il 2 giugno scorso in risposta alle attività di sviluppo di missili balistici e di armi nucleari in corso in Corea del Nord. Secondo una nota del Consiglio, Pyongyang «ha violato e disatteso in modo flagrante le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite». La decisione del Consiglio porta il numero totale delle persone e delle entità soggette a misure restrittive rispettivamente a 53 e a 46, come inserite in elenco dalle Nazioni unite. La nota precisa inoltre che l’Unione europea sta attuando tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite adottate in risposta ai programmi della Corea del Nord in materia di nucleare, di armi nucleari, di altre armi di distruzione di massa e di missili balistici. IL BLOCCO DEL THAAD ha visto – naturalmente – anche una reazione cinese. Tutti gli analisti hanno interpretato la decisione di Seul come un «favore» proprio alla Cina. Pechino aveva impostato tutti i suoi avvicinamenti a Pyongyang, sottolineando sempre come una soluzione non poteva che essere generale, prevedendo dunque un disimpegno nucleare da parte della Corea del Nord, unitamente alla rinuncia del dispiegamento del Thaad da parte degli Usa in Corea del Sud. Per questo ieri Pechino ha reagito ribadendo la sua posizione: il Thaad non è un progetto che può andare avanti. Per ora Seul ha bloccato tutto per varie ragioni: intanto perché il governo non era stato avvisato dell’arrivo di quattro nuovi missili intercettori. IL NEO PRESIDENTE MOON ha quindi impedito l’installazione dei nuovi missili, richiedendo inoltre uno studio più generale su utilità del Thaad e il suo impatto ambientale che dovrà svolgersi nell’arco di un anno. Non si tratta dunque del rifiuto completo del sistema di difesa antimissilistico, ma di un intoppo che probabilmente l’amministrazione americana non si aspettava di dover affrontare. Tanto meno ora con Trump impegnato nella lotta per la sua sopravvivenza. SEGUI SUL MANIFESTO di Simone Pieranni



Chi siamo | Contatti | Come Funziona | Condizioni | Privacy | RSS | Webmaster Luciano Ferraro
MioGiornale.com © 2011